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Tra tagli ai servizi e variazione della pressione fiscale, il dibattito sui conti pubblici si ripresenta puntuale come ogni anno. Sebbene la crisi abbia spostato l’attenzione su sprechi e privilegi, non più tollerabili in un paese in cui la popolazione è chiamata a compiere sacrifici per far quadrare i conti, vi è un settore rilevante della finanza nazionale di cui si tende a parlare poco: l’industria del gioco d’azzardo . L’opinione pubblica si dimostra spesso critica nei confronti del gioco, soprattutto in relazione ai rischi di diffusione della ludopatia (problematica non certo nuova in Italia), ma ignorando l’aspetto dal maggiore impatto nazionale, ovvero gli oltre 10 miliardi di euro che ogni anno confluiscono nelle casse dello Stato grazie al gioco d’azzardo.barslot

È indubbio che una voce tanto importante del nostro bilancio non possa essere semplicemente “cancellata”, ma sarebbe opportuno che lo Stato controllasse maggiormente tali attività attraverso una legislazione precisa e nazionale. La questione delle sale da gioco è stata finora gestita dagli enti locali, con grandi differenze tra un’area e l’altra del paese. Le proposte di legge avanzate lo scorso anno comprendevano la riduzione del numero di slot machine, il collegamento di queste al sistema nazionale remoto, l’innalzamento delle imposte sulle vincite e l’introduzione di regole severe in relazione a orari, luoghi e accesso alle sale da gioco. La caduta del governo ha però dilungato i tempi di approvazione di tali norme.

Sebbene una riforma in tal senso possa sembrare complessa e innovativa, è lecito chiedersi perché lo Stato non abbia semplicemente applicato alle sale la stessa normativa prevista per il gioco online. Da quando il settore è stato liberalizzato , nel 2011, in Italia si sono moltiplicati i siti web che offrono dei veri e propri casinò, nonché gli operatori che consentono di scommettere su migliaia di eventi sportivi. A differenza delle slot diffuse nei locali pubblici, però, l’industria del gioco online è rigidamente regolamentata, con norme che prevedono la registrazione attraverso la verifica dei documenti di identità, in modo che non sia possibile giocare in anonimato o riciclare denaro sporco. Tali siti offrono inoltre la possibilità di impostare limiti di perdita o vincita, di effettuare test sulla ludopatia e di attivare notifiche che ci ricordino da quanto tempo stiamo giocando. È inoltre possibile autoescludersi dal gioco, bloccando il proprio conto per un periodo limitato o definitivamente. Sarebbe forse opportuno estendere tali normative anche ai punti vendita, in modo da contrastare la ludopatia senza rinunciare ad una voce tanto rilevante del bilancio pubblico.

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