Anna Brandoni, la vigilessa di Recanati che il 27 gennaio scorso, estrasse la propria arma d’ordinanza esplose due colpi durante un diverbio con un vicino di casa, comparirà in giudizio il 27 aprile prossimo.
Il GIP Enrico Pannaggi ha infatti disposto di procedere con giudizio immediato per tentato omicidio con l’aggravante della premeditazione, dell’abuso di potere e di avere agito in servizio.
Il legale che difende la Bandoni, avv. Paolo Tartuferi, sicuramente chiederà il rito abbreviato
L’avv. Federico Valori invece, legale di Vitangelo Lisei, il vicino della Bandoni, minacciato con l’arma, ha già annunciato che tutelerà il proprio assistito anche per le minacce e le prepotenze subite da lui e dalla famiglia negli anni passati.
Anna Bandoni dal momento che ha estratto la pistola, come emerso dagli interrogatori, ha avuto come un vuoto di memoria e non ricorda le fasi concitate di quella mattina.
Per l’accusa invece la vigilessa voleva uccidere il Lisei non riuscendovi per la reazione di questi. La Bandoni, in quel momeno in servizio di viabilità, visto l’uomo fuori del Gran Bar in piazzale Europa, lo ha avvicinato affrontandolo con l’arma in mano e con il colpo in canna già inserito. Il diverbio, maturato per dissapori precedenti, è degenerato. In un primo momento, come riferito da Lisei, la donna gli avrebbe puntato l’arma alla testa. Da qui un tentativo di sottrarsi alla traiettoria dell’arma e nelle fasi successive sono partiti i colpi, il primo schivato, il secondo sparato mentre Lisei tentava di disarmare la donna.
L’avv. Tartuferi invece contesta che la sua cliente avesse intenzioni omicide. In aula sarà scontro sui capi di accusa formulati dal GIP.