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MONTECASSIANO - Cinque profughi siriani e palestinesi sbarcano a Lampedusa. Da lì arrivano a Milano, Locandina Io sto con la sposama la loro meta è la Svezia.

Con l’aiuto di un giornalista italiano e di un poeta palestinese attraversano la Francia, il Lussemburgo, la Germania e la Danimarca senza essere arrestati.

Ci riescono grazie ad un escamotage, inscenano un corteo nuziale.

È “Io sto con la sposa”, un film documentario del 2014 diretto da Gabriele Del Grande, Khaled Soliman Al Nassiry e Antonio Augugliaro che domani (venerdì 19 maggio) sarà proiettato a Montecassiano al cineteatro “Ferri” alle ore 21.15.

Accanto al viaggio dei protagonisti c’è il viaggio di ognuno di loro, fatto del loro passato, del presente e dei sogni che stanno raggiungendo. Un film attuale non solo per l’anno di produzione, ma anche per il tema cristallizzato, per le storie che emergono scena dopo scena.

La storia di uno dei registi, Del Grande, invece, è arrivata a tutti in Italia lo scorso mese.

Il 10 aprile scorso, infatti, il giornalista e documentarista trentacinquenne è stato arrestato in Turchia mentre effettuava interviste ad alcuni profughi siriani per il suo ultimo libro.

Era nella provincia sudorientale della Turchia, al confine con la Siria quando è stato portato in carcere dove è rimasto per due settimane.

Solo otto giorni dopo l’arresto ha potuto fare una telefonata. Del Grande chiamò la compagna a cui raccontò l’accaduto. Partì una campagna di mobilitazione per far scarcerare il giovane documentarista. Del caso si interessò anche il ministro degli Esteri e il 24 aprile venne liberato.

Si parlerà anche di questo nel dibattito che seguirà la proiezione del film a cui parteciperà la professoressa Valeria Verdolini, sociologa del diritto e ricercatrice all'Università degli Studi di Milano.

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