Nota del Consiglio Direttivo Comitato Tutela Soci BCC
RECANATI - Nella recente riunione del Comitato, a cui hanno sinora aderito oltre 200 soci, si è nuovamente discusso degli argomenti che hanno formato oggetto dei precedenti comunicati e riguardo ai quali l’Organo amministrativo della Banca non intende fornire, ad oggi, alcun chiarimento.
Tale atteggiamento sta destando crescente preoccupazione all’interno del Comitato e nei soci dal momento che i quesiti formulati riguardano aspetti patrimoniali e gestionali di notevole rilevanza. In particolare, sembra che la raccolta diretta, nel corso del 2011, sia scesa dai 550 milioni di euro dell’inizio dell’anno a 470,7 milioni di euro al 31 dicembre con una perdita di circa 80 milioni di euro. Il Comitato ha chiesto conferma dei dati numerici e considerazioni in ordine al grado di fiducia attribuito alla banca dalla clientela. Ed ancora, si era chiesto di quantificare l’utile dell’esercizio 2011 specificando la quota attribuibile a riprese di valore di somme accantonate nei precedenti esercizi al fine di verificare il reale andamento dell’esercizio appena concluso. Altro quesito aveva specificatamente interessato la gestione del personale riguardo al quale risulta in corso un piano di trasferimenti e demansionamenti (non si sa da chi deciso) che, ad avviso del Comitato, rischia di demotivare il personale e di creare ulteriore disaffezione dei clienti.
Le gravi carenze informative e di trasparenza appena evidenziate legittimano il Comitato a porsi anche l’interrogativo su chi si occupi della effettiva gestione tecnica della Banca. Ad esempio, risulta che nei giorni scorsi, presso il Fondo Nazionale di Garanzia dei depositanti di Roma, si sia recata una delegazione composta dal Presidente Niccoli, dal Presidente del Collegio Sindacale e dal Direttore della Federazione Regionale per discutere la concessione di un prestito subordinato necessario alla banca. Tale episodio colpisce per la mancata partecipazione del Direttore Generale quale organo tecnico dell’Istituto (è forse un segno di sfiducia?), per la presenza di soggetti che dovrebbero essere per legge e per statuto estranei alle scelte gestionali della Banca (Collegio Sindacale e Federazione Regionale) e viene da chiedersi quale ruolo abbia attualmente il Consiglio di Amministrazione (forse solo quello di approvare, senza batter colpo, decisioni ed azioni intraprese da altri soggetti privi di alcuna legittimazione?). Il Comitato ritiene urgente ed indispensabile che venga chiarita a tutti i soci questa incredibile commistione di ruoli e perché mai organo di controllo e federazione regionale si occupano di aspetti gestionali, circostanza che rischia di aggravare la sensazione di debolezza della “nostra banca” percepita all’esterno.
Nel ribadire che è intenzione del Comitato fare chiarezza su questi e su altri argomenti, auspichiamo che la Banca fornisca, in tempi rapidi, chiarimenti e delucidazioni in grado di rappresentare in maniera univoca e trasparente le scelte intraprese ed i risultati conseguiti.