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PORTO RECANATI – Che fosse un argomento di grande interesse lo ha confermato la massiccia presenza di pubblico che la piccola sala consiliare di palazzo Volpini non è stata in grado di contenere con gente nel corridoio e nel pre salone. Non usuale anche la presenza di forze dell’ordine con cinque carabinieri e tre agenti della polizia locale.P 20170320 190823
Tutto si è svolto nei binari della correttezza con gli opposti schieramenti che si sono affrontati a colpi di tesi pro e contro la variante Burchio
Maggioranza compatta per il Si con la capogruppo Pina Citaroni che motivando l’assenso alla variante, “noi crediamo nel progetto”, ha respinto le accuse di un gruppo consiliare che alza la mano a comando senza conoscere i contorni dell’operazione.
Citando suoi ex studenti che sono andati a lavorare all’estero, la capo gruppo di maggioranza si è rivolta al consiglio interrogando sul perché non creare condizioni di lavoro a Porto Recanati.
Scontato l’esito finale del voto con 12 SI e 5 contrari alla variante che per il sindaco Mozzicafreddo non significa consegnare la collina a chissà quale opera di cementificazione senza controllo in quanto vi saranno delle fasi, a partire dalla stipula della convenzione che sarà stipulata con la società proponente la lottizzazione, e nelle quali l’amministrazione comunale si tutelerà
Di ben diverso avviso l’opposizione che ha usato accenti forti, con la lista Uniti per Porto Recanati che ha chiesto di allegare alla delibera consiliare una formale diffida a procedere all’approvazione dell’atto se non prima che si sia esaurita la fase di revocazione della sentenza del Consiglio di Stato avanzata dalla Coneroblu e la Provincia esaurita la fase di valutazione della situazione di dissesto idrogeologico.
“Perché dove c’è l’unica frana mappata di Porto Recanati, lì si va a costruire” ha contestato la Zoppi.
La decisione di portare in consiglio la variante, ha reso noto il sindaco, è stata preceduta da un consulto con un legale di Roma sulla revocatoria della sentenza del Consiglio di Stato e per Mozzicafreddo la sua approvazione mette al riparo l’amministrazione comunale da ogni situazione passata, attuale o futura su azioni risarcitorie.
La seduta si era aperta con il sindaco Mozzicafreddo che presentando la variante ne ha ripercorso alcuni passaggi. Le opposizioni hanno marcato con decisione quale possa essere l’interesse pubblico dell’operazione che invece, proprio per sentenza del Consiglio di Stato, è stata considerata assente. Anche il rischio idrogeologico della zona uno degli elementi posti dalla minoranza come motivazione per dire no.
Giancarla Grilli (Città Mia) ha esaltato la vocazione familiare del turismo portorecanatese, cosa che un resort come quello proposto non persegue affatto. Alessandro Rovazzani (PAC) ha sottolineato come sarebbe stato più opportuno indire un’assemblea cittadina prima di arrivare in consiglio. Aspetto quello del coinvolgimento cittadino per Giovanni Giri (Città Mia) passa per un referendum. “Un’indegna colata di cemento a fini speculativi”, ha asserito Sauro Pigini (M5S) accusando la maggioranza di uccidere il paesaggio, argomentazioni che poco prima anche Rovazzani aveva assunto.
Paesaggio argomento ripreso anche da Giri che in una disamina delle lottizzazioni pregresse ed incompiute e che hanno compromesso il territorio ha attaccato la giunta affermando un ritorno a politiche retrodatate di decenni e che hanno segnato nel male lo sviluppo urbanistico di Porto Recanati. Per Giri l’edilizia va rilanciata riqualificando il centro cittadino e non aggredendo un affaccio costiero.
Silenzio assoluto da parte di Rosalba Ubaldi, colei che più di tutti sul Burchio ha giocato la sua immagine politica, cui non sono state risparmiate frecciate.

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