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Enogastronomia Acquisti e Ricette
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Sabato 10 Novembre 2007 17:30

Note sull'enograstronomia dei Luoghi dell'Infinito

Acquisti

Di seguito proponiamo alcuni punti vendita dove poter acquistare prodotti delle campagne recanatesi.

 

rotate.jpgFrantoio Gabrielloni olio

www.gabrielloni.it

via Montefiore

0733 852498

Frazione castello di Montefiore

 

zibaldone.jpgAzienda Agraria Casa Leopardi vino/olio

www.giacomoleopardi.it

Piazzuola Sabato del Villaggio

071 7576061

 

 

 

 

Cantina Accattoli vino

www.viniaccattoli.it

via del Donatore

0733 850447

Frazione Castello di Montefiore

 

Oleificio Fuselli & Guzzini olio

Villaggio Artigianale "Pigini"

Via Ceccaroni

071 7570735

 

oliobarto2Oleificio Bartolini olio

www.oliobartolini.it

Contrada Vallememoria

071 7570317

 

 

 

Coop Agricola "Terra e Vita" prodotti agricoli vari

Contrada Chiarino

071 7501584

 

Enoteca Settimio vino

Via Campo Boario

071 981529

 

cantalupo.jpgCantina Degli Azzoni vino

www.degliazzoni.it

Via Carradori

0733 850002

Montefano

 

 



"Da Giovanni" carni, salumi e formaggi tipici

Via Passero Solitario (Porta Nuova)

333-5911360

071 7574423

 

Appunti di cucina recanatese

Se conoscete piatti tipici che non vengono indicati in questa sezione, potete segnalarceli per la loro introduzione. Graditissime sarebbero anche le ricette di quei piatti di una volta.

I piatti tipici locali, legati ad antiche tradizioni, erano il più delle volte i piatti delle feste e spesso assumevano un significato simbolico e quasi rituale. Altri erano i piatti poveri della cucina contadina.

Oggi alcuni di essi si sono dimenticati, ma molti sono invece diventati di uso corrente, cosicché si finisce per credere che non abbiano alcun aspetto di tipicità. Cerchiamo di fare qualche esempio.

vincisgrassi.jpgPer quanto i vincisgrassi siano il piatto più tradizionale delle Marche, in questa zona si conserva la formula più elaborata che si tiene risalga al periodo giacobino (1799), quando la ricetta sarebbe stata dettata in onore del generale austriaco Windisch Graetz di stanza nella regione. E' pur vero che già prima questo piatto, come rileva il Nebbia (1784), si chiamava princisgras.

Un piatto un tempo molto diffuso erano i piccicasanti, una sorta dipiccicasanti.gif minestra collosa che prende il nome dalla colla con cui si attaccava il calendario di S. Antonio Abate dietro la porta della stalla. Oggi se ne ignora quasi il nome, ma in realtà viene ancora preparato come strozzapreti. Si facevano soprattutto per la festa di S. Antonio (17 gennaio). In quel giorno si consumavano anche le pagnottelle di S. Antonio (marcate al centro S. A.), che venivano consumate anche dagli animali.

frascarelli.jpg

 

 

 

Un tempo molto amati erano pure i frascarelli, sorta di polenta granulosa di farina di grano, con la sua variante di riso, denominata riso corgo.

 

 

 

 

gnocchi.jpgDiffuso l'uso degli gnocchi di patate, ma in particolare tipici quelli con il sugo di papera, che si usa cucinare la prima domenica di ottobre per la festa della Vittoria, in ricordo della battaglia di Lepanto, del 1571, vinta contro i turchi, in cui partecipò la flotta di Portorecanati, all'epoca frazione di Recanati. Il secondo piatto di quel giorno è la papera in umido.

sugo_di_papera.jpg

 

 

 

 

 

 

 

 

 

La minestra di lenticchia e la lenticchia col cotechino, solo il piatto del Capodanno, ma oggi si usano anche per l'inverno. Le lenticchie secondo un'antica credenza, portano ricchezza, come il mangiare uva a Capodanno.

img_1040-777317.jpg

 

 

 

 

 

 

 

g_uova_in_trippa_marino.jpg

 

 

Le uova sono legate alla tradizione della Pasqua (l'uovo pitto), ma anche a certi gustosi piatti come le uova in trippa e le fantasiose frittate.

 

 

La porchetta è uno dei cibi più appetitosi e comuni. In particolare è legata alla tradizione del 16_093_porchetta.jpg maggio, quando gli emigrati a Roma o Milano, usano tornare a casa per mangiare questa variante della pur celebre porchetta romana.

 

 

Il piatto pasquale tipico resta l'agnello, comunque cucinato.abbacchio.jpg

 

 

 

 


marche_004_img_coniglio_in_potacchio.jpg

 

 

 

Il coniglio in potacchio è uno dei cibi più apprezzati con tutte le varianti alla cacciatora o in umido.

 

 

 

 

pollo_lesso.jpg Il pollo lesso, arrosto, in potacchio, etc., è naturalmente legato alla cultura contadina. Un tempo era il piatto delle feste e delle classi medie. Oggi con gli allevamenti è più diffuso. Inutile dire quante storie e credenze popolari siano legate al pollo ed alle galline, o al cappone, legato alla tradizione natalizia insieme con i cappelletti in brodo e la galantina, polpettone a base di pollo.

cappelletti_in_brodo.jpg galantinapollomax.gif

 

 

 

 

 

 

 

 

rane.jpg

Un tempo nei ruscelli e fiumi, si cercavano le rane e si mangiavano, fritte soprattutto, e venivano considerate una cosa squisita. Oggi è un ricordo. Persiste invece l'uso di preparare gustosi piatti di cucciole (chiocciole o lumaconi). L'uso è così radicato che i recanatesi vengono appellati come "cucciolettari". Dopo una forte pioggia, intere famiglie andavano a cercarle di sera e poi le ponevano a digiuno, per spurgarle, anche per un mese, con una serie di accorgimenti rituali, prima di cucinarle.
lunache.jpg

 

 

 

 

 

 

Una variante delle lumache sono i gummarelli o bumbarelli. Quando uno arrivava in ritardo, veniva apostrofato con "cosa hai mangiato, i gummarelli? . Sono delle chioccioline bianche, che si sfilano dal guscio con uno spillo. Ormai con i diserbanti non si trovano più.

15_-_salsicce.jpgTra feste tradizionali e piatti tipici, vanno ricordate la Pasquella (che si canta alla vigilia dell'Epifania) e le salsicce (di carne o di fegato, coi pinoli, con cui viene festeggiata. Un canto associato recita "... se ce date du sarciccette, non c'emporta s'è piccolette, basta che rimpa la padella, l'anno novo e la Pasquella".

Tra gli insaccati più tipici non si può non dimenticare il ciauscolo (anche detto ciavuscolo o ciaruscolo).

ciauscolo.jpg

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

scrocca.gifI dolci più gustosi sono quelli legati alle feste di Carnevale, di Pasqua e dei Morti. Le sfrappe, gli scroccafusi, le castagnole, la cicerchiata.
cicerchiata2.jpgfrappe_di_carnevale.jpg

 

 

 

 

 

Un tempo si usava molto la frustenga, che a Recanati diventa castrengabostrengo.gif ("Carnevale, bocca tenta, quant'è bona la castrenga!"). Sottile come un crostino (detta perciò anche crostenga) è fatta di polenta, fichi, uvetta e noci. Oggi se n'è persa quasi la memoria.

 

 

pizza_pasqua.jpg

 

 

 

 

 

Per le feste pasquali si fanno ancora due pizze: quella di magro, la pizza di formaggio, quella festiva, la pizza dolce. Esse (e soprattutto quella di formaggio) sono entrate tanto nell'uso corrente da essere usate tutti i giorni dell'anno, anche se ultimamente i fornai tendono a limitarne la produzione a specifici periodi.

 

 

 

 

crescia.jpg

Stanno scomparendo anche i celletti, pane intrecciato a forma di uccello, con anici, tipico della festa dell'8 dicembre. Non si può dire così invece della crescia, del ciambellone, delle zeppole, dei maritozzi e delle crostate che stanno tornando di uso corrente come anche le fave dei morti. I sughitti e i biscotti col mosto e i fichi con mosto si fanno tuttora al tempo della vendemmia.

ciambellone.jpg

tr_sughitti.jpg

zeppole.jpg maritozzi.jpg

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

crostata.jpg scroccafusi.gif

fave1.jpg

 

 

 

 

 

 

 

 

Un tempo era fiorente in Recanati (sin dal 1100) una forte presenza ebraica le cui tradizioni di cucina si sone perse nel tempo.

La vicinanza con il mare ed il fatto che sino alla fine del 1800 Portorecanati è stata frazione di Recanati,  hanno portato spesso a scambi di prodotti dell'agricoltura con quelli dei pescatori. Per cui non è raro che nelle case recanatesi il pesce sia spesso in tavola.

Forti legami con Ancona hanno fatto della polentà e baccalà o delle varianti dello stoccafisso un piatto anche lui di frequente proposto in particolari momenti.

pol_001_img_polenta_e_baccala_b.jpg stoccafisso.jpg