| Storia |
| Sabato 10 Novembre 2007 17:28 | |||
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Note di storia cittadina e sui personaggi
E' stata l'acqua,
con i due fiumi Potenza e Musone e con i numerosi torrentelli, a dare il via
nel
Necropoli picene sono venute alla luce nei quartieri Fonti San Lorenzo e Villa Teresa. Mentre in zona Beato Placido e Fontenoce le campagne di scavo hanno portato alla luce insediaenti preistorici. Dalle campagne intorno a Chiarino sono affiorati interessanti resti di epoca romana.
L'attuale
città, nonostante una storia leggendaria che la fa risalire ad una colonia
romana ("Recina sum, peperit romana colonia", fecero scrivere i recanatesi nel
1500 sotto lo stemma della città), si è costituita alla fine del XII secolo
quando i signori di quattro castelli, posti su altrettante colline dell'attuale
città, decisero di unirsi. Le quattro alture (Monte Volpino, Monte San Vito,
Montemorello, Castelnuovo), conservano i loro nomi e caratteristiche costruttive
antiche. A Montevolpino esiste ancora una casa fiancheggiata da un arco che
risale all'epoca più antica della Città, in vicolo dell'Achilla, databile
intorno al 1100/1200. Ma molte altre sono le caratteristiche individuabili
della città medievale.
Agli
inizi delle lotte per le investiture, Recanati appoggiò Federico II (foto in alto) e ne ebbe in
cambio la licenza di costruire un porto tra le foci dell'Aspio e del Potenza
oltre all'esenzione dei dazi. I due fiumi erano, insieme al Musone che si trova
in mezzo, navigabili e questo permetteva a Recanati di far trasportare merci
anche all'interno. Non solo: guardando una carta geografica ed individuando i
due fiumi si ha l'idea di quanto, sul versante costiero, fosse esteso il
territorio comunale all'epoca. Il porto vero e proprio i recanatesi non lo
realizzarono mai, ma nacque un insediamento denominato "il porto", l'odierna
Portorecanati che solo a fine ‘800 ha avuto autonomia amministrativa da
Recanati. Per dare un ulteriore elemento di valutazione circa la "forza" di
Recanati, l'allora colle di Loreto era sottomesso a Recanati che per difendere
la Santa Casa spese ingenti somme. Quando poi Papa Sisto V decretò l'autonomia
di Loreto i recanatesi non la presero affatto bene tanto che alla morte del
Papa in città si fecero feste.
Tornando
al 1200, l'alleanza con i ghibellini è testimoniata anche dai merli a coda di
rondine della Torre del Borgo e del
castello di Montefiore. (Foto sotto)
La Bolla
Aurea dell'Imperatore (foto a sx) è conservata presso i Musei Civici di Villa Colloredo ed
è una delle testimonianze più interessanti della presenza degli Svevi in
Italia.
Successivamente Recanati si schierò dalla parte dei Vescovi e del Papa e ricevette il diritto di chiamarsi città e di battere moneta (foto sopra a dx, "il quattrino recanatese"). Famosa per i suoi Statuti, per la sua Fiera e i suoi traffici, condotti in parte dagli ebrei, accolse generosamente emigranti albanesi, schiavoni ai quali affidò terre da coltivare.
La fama
di Justissima Civitas era dovuta alla competenza dei suoi magistrati, le cui
sentenze erano richieste anche in altri grandi comuni. (a sx lo stemma comunale con la dizione di Justissima)
Costruita
sul crinale di un colle, fu protetta da una robusta cortina di mura, fatta
rinforzare da Francesco Sforza e nella quale si aprivano stretti varchi chiusi
da porte.
Porta San
Domenico, Porta San Filippo, Porta Cerasa, Porta San Domenico, Porta Romana,
Porta Marina le più caratteristiche, consentivano l'accesso al centro della
città, di cui il Palazzo Comunale ed la chiesa di San Domenico costituivano il
cuore.
Nel 1798
fu occupata da Napoleone e annessa al Regno Italico nel 1808. Ritornata allo
Stato della Chiesa dopo il Congresso di Vienna, fu conquistata nel 1860
dall'esercito piemontese dopo la battaglia di Castelfidardo ed annessa al Regno
d'Italia di Vittorio Emanuele.
Molta della fama di Recanati è legata al nome di Giacomo Leopardi, il più grande poeta e pensatore dell'epoca moderna, per la cui ricorrenza del primo centenario della nascita, nel 1898, la città subì una prima serie di interventi urbanistici con l'abbattimento del vecchio Palazzo dei Priori per realizzare la piazza come la vediamo oggi (nella foto a lato il centro di Recanati prima dei lavori per l'attuale assetto del Palazzo Comunale e della piazza) Altri interventi avvennero nel 1937 in concomitanza con il centenario della morte.
Altro
personaggio illustre è il tenore Beniamino Gigli, "l'usignolo di Recanati" che
ha contribuito a far conoscere la città forse più del poeta dell'Infinito. Un
grande cuore oltre che una grande voce e per questo amato dal popolo dal quale
mai si distaccò.
Sarebbe
riduttivo fermarsi alla conoscenza di questi due importanti personaggi quando
la città vanta importanti uomini e donne assurti a fama mondiale.
Per i
tempi recenti segnaliamo l'on. Franco Foschi (DC) che è stato Ministro del
Lavoro (foto a sx), al pari del suo concittadino Giacomo Brodolini (PSI), padre dello
"Statuto dei Lavoratori" (foto a dx).
E' di Recanati l'ex campione del mondo 1982 classe 500, Franco Uncini (a sx durante i festeggiamenti in piazza)
Giocò nella Sampdoria, nell'Anconitana, e nel mitico Torino, per approdare anche in nazionale: Giuseppe Farina (foto sotto)
Oppure Federico
Alessandrini, portavoce della Sala Stampa Vaticana e direttore dell'Osservatore
Romano. Per non dimenticare Biagio Biagetti, eclettico artista Direttore delle
Galleria Vaticane.
Indietro
nel tempo Nicola Badaloni (foto sotto), "l'angelo del Polesine" dove esercitò la condotta
medica nell'Italia post unitaria in condizioni drammatiche tra i braccianti
contro pellagra e malaria.
Per la
musica dell'800 emergono le figure del compositore Giuseppe Persiani (foto a lato), operista
del teatro italiano apprezzato a Parigi, marito del soprano Fanny Tacchinardi, e del violinista Pier Olimpio
Basvecchi.
Il Risorgimento ci consegna alla storia il conte Giulio Antici
protagonista delle Cinque Giornate di Milano e la poetessa Alinda Bonacci
Brunamonti (foto a lato) che con uno stratagemma, vestita da uomo, riuscì a votare per il
Plebiscito in favore dell'Unità d'Italia, in un epoca in cui ancora non
esisteva il suffragio universale.
Valente
artista è stato Lorenzo Gigli, emigrato i sud America e divenuto direttore
dell'Academia Nacional de Bellas Artes di Buenos Aires. Noto pittore,
apprezzato dai collezionisti, è Cesare Peruzzi (in un auto ritratto a sx).
Dalla fiorente cultura della comunità ebraica emerge la figura di Menechen Recanati i cui commentari
cabalistici sono punto di riferimento per la storia medievale.
Nasce a
Recanati, nel lontano 1844, in un casolare di campagna al confine di Castelfidardo (che ne rivendica la nascita), Paolo Soprani (foto a dx): è universalmente riconosciuto come
il fondatore
"Oscurato"
dalla fama del figlio, si sta riscoprendo la prolificità letteraria di Monaldo
Leopardi (foto sotto), scrittore fecondissimo e giornalista.
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