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MONTELUPONE – Le OO.SS. questa mattina si sono recate in Tribunale per incontrare il giudice fallimentare che a sua volta nel pomeriggio avrebbe avuto un vertice con i due commissari liquidatori che nel caso di accoglimento del concordato dovranno prendere in mano la scialuppa di salvataggio della TEUCO.

I sindacati sono preoccupatissimi dell’atteggiamento assunto dalla proprietà già nella riunione avuta in Regione lunedì e nel corso della quale sono state avanzate proposte che hanno allarmato la RSU ed i sindacati.P 20180109 135145 vHDR On

Da qui la richiesta al Tribunale di vigilare ricevendo l’assicurazione che ogni movimentazione della TEUCO sarà sottoposta a procedure di controllo serrati.

Nell’incontro di lunedì in Regione la TEUCO, attraverso delle slides ha rappresentato la nascita di una società esterna, non controllata da TEUCO, con sede a Milano, con la quale andare a cercare finanziamenti per ripartire. Una somma tra 3 e 4 milioni di euro, senza spiegare dove reperirla.

Oggi pomeriggio quando un centinaio di dipendenti si è presentato all’assemblea convocata d’urgenza, sul cancello era stato affisso un enigmatico avviso della proprietà.

Proprietà che in Regione poche ore prima aveva ipotizzato per la terza settimana di gennaio la ripresa graduale fino a raggiungere una forza di 50 dipendenti ad aprile senza fornire ogni altra delucidazione sulle modalità di riavvio e se quanto esse possano essere concrete.

P 20180109 145007 vHDR OnLa TEUCO ha anche riaffermato la necessità di dimezzare i dipendenti.

Nell’incontro in Regione si è molto discusso delle tutele economiche del personale. Fino al 31 dicembre spettanze a carico della TEUCO (sempre che trovi risorse), CIGS coperta dall’INPS.

Ma dal 1 gennaio tutti i dipendenti sono tornati in carico all’azienda che ha chiesto altri sei mesi di proroga della CIGS ma di non poter anticipare un euro.

La Regione sta valutando in queste ore insieme al Ministero del Lavoro se la TEUCO possa accedere ancora ai benefici dopo l’emanazione della Legge di Stabilità che pone dei vincoli.

Dubbi che potrebbero essere sciolti domani giornata per la quale è attesa una possibile convocazione delle parti.

In assemblea le maestranze, economicamente messe alla prova, con arretrati anche di sei mesi, sono state determinate nel dire che la firma di ogni concordato passa per l’assicurazione che venga anticipata la CIGS dall’azienda che però su questo fronte ha ripetuto non avere la liquidità e semmai questa sarebbe impegnata per ripartire.

La data del 14 febbraio per la decisione del Tribunale se accogliere o meno il concordato o accogliere le istanze di fallimento di operai e creditori, si avvicina, e la situazione debitoria è aggiornata al 31 agosto. Mancano quattro mesi contabili.

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