• Unipol
  • Astea
  • Il mondo delle fiabe
  • Emigrazione
  • Test clinica lab
  • Musei Recanati
  • 1
  • 2
  • 3
  • 4
  • 5
  • 6
  • Sottosopra
  • Menghini
  • Astea 2020
  • BCC
  • Avis
  • 1
  • 2
  • 3
  • 4
  • 5

PORTO RECANATI - In occasione del progetto avviato da tempo prima dall'Avis Nazionale e proseguito dall'Avis Regionale delle Marche, anche Porto Recanati ha aderito.
Lo scopo è di sensibilizzare la popolazione argentina verso la donazione di sangue che attualmente avviene su base spontaneistica ma non ordinata e coordinata.

L'Avis di Porto Recanati con l'Associazione Amici di Mar del Plata sensibili a questo progetto in virtù della storia, del gemellaggio con la città, ma soprattutto dei legami di "sangue" ha sviluppato una iniziativa finalizzata. 

Dopo una riunione effettuata in comune con la Associazione Amici di Mar del Plata nella persona di AVISGiuliano Tiseni, con l'assessore ai servizi sociali e ai gemellaggi Fabbracci, con il sig. Giuliano Maiolatesi per l'Avis e Alberto Giattini Presidente e Direttore Sanitario della Sezione comunale dell'Avis, si è deciso di intervenire ad una parte della trasmissione radiofonica "Domenica Italiana" mandata in onda a Mar del Plata dalla emittente "Emisora del Sol".

La trasmissione è avvenuta per via telefonica dalla sede dell'Avis, presenti Giuliano Maiolatesi per l'Avis Regionale, Alberto Giattini per l'Avis di Porto Recanati, l'ass.re Fabbracci e Vittorio Solazzi per l'Associazione Amici di Mar del Plata.

In studio alla Radio, erano presenti Il conduttore Pasqual Paoletta, Aldo Mecozzi della Unione dei Marchigiani a Mar del Plata, la d.ssa Patricia Lois del Centro di Emoterapia dell'Hospital Interzonal General de Agudos "Dr. Oscar E. Alende" e il dott. Gerardo Speroni in rappresentanza della Sanità privata della città.

Grazie alla capacità di Paoletta di sviscerare il problema ed al contributo linguistico di Aldo Mecozzi si è potuto dialogare per più di mezz'ora scambiando idee, proposte, ma soprattutto necessità di cooperazione per il particolare aspetto della donazione di sangue che non ha alternative per la cura di molte malattie.

Dall'Argentina hanno spiegato la spontaneità e la dedizione in caso di necessità immediata, ma purtroppo non c'è e se ne sente il bisogno, di allestire una banca del sangue che sia stabile e consenta di far fronte a tutte le esigenze.

argentinaCi si è lasciati con il proposito di risentirsi per approfondimenti con gli ospiti in studio in Argentina che hanno gradito l'iniziativa.

Nei giorni scorsi a Roma era stato presentato il progetto “Avis-Argentina: un legame di sangue che si rinnova”.

Sono intervenuti il Segretario Generale dell’Istituto, Ambasciatore Paolo Faiola, l’Ambasciatore in Italia dell’Argentina, Victor Taccetti, e il presidente di Avis Nazionale Andrea Tieghi.

I diplomatici presenti hanno espresso parole di stima e apprezzamento per l’iniziativa, segno tangibile della vicinanza tra il volontariato italiano e il popolo argentino, un popolo nelle cui vene – come ricordato dall’Ambasciatore Taccetti – scorre per oltre il 50% sangue italiano.

Il presidente Tieghi, mostrando il manifesto “Fratelli di sangue. Hermanos de sangre”, creato apposta per l’evento, ha ricordato l’importanza che assumono per Avis queste iniziative di cooperazione internazionale, che si inseriscono a pieno titolo negli scopi sanciti dallo statuto dell’associazione.

Obiettivo del progetto Avis è far nascere, crescere e sviluppare un’associazione di volontari del sangue argentini (Avas), affinché si consolidi una cultura della donazione periodica, volontaria, gratuita e associata. In Argentina, infatti, ancora oggi oltre il 90% delle donazioni avviene su chiamata dei familiari e molto spesso i medici si trovano nelle condizioni di non poter disporre di sangue del gruppo compatibile a quello del malato.