• Il mondo delle fiabe
  • Benefisio
  • Pallacanestro recanati
  • Unipol
  • BCC conto giovani
  • Musei Recanati
  • 1
  • 2
  • 3
  • 4
  • 5
  • 6
  • Galassica
  • Antonio Bravi B
  • CPL
  • Gran tour
  • Antonio Bravi A
  • Infinito villa colloredo
  • Banca MC GIF
  • 1
  • 2
  • 3
  • 4
  • 5
  • 6
  • 7

PORTO RECANATI - “Garantire il rispetto della legalità nonché quelle igienico sanitarie alle tante persone e famiglie regolari che vivono all’interno dell’Hotel House di Recanati”.

Lo chiedono i deputati del Partito democratico Mario Morgoni, Gennaro Migliore, Ettore Rosato e Alessia Morani, con un’interrogazione al ministro dell’Interno.

“In questi giorni gli organi di informazione – ricordano - hanno dato conto dell’esultanza della Lega, in particolare del commissario regionale Marche Paolo Arrigoni, perHHveduta3 l’approvazione del bilancio del condominio Hotel House, attribuendone il merito all’azione del ministro Salvini. In realtà, nelle sue varie visite, prima come esponente dell’opposizione e oggi come membro del governo, il ministro leghista si è limitato a evocare propagandisticamente la ruspa con il risultato di accrescere magari il proprio consenso elettorale ma non certo di contribuire a risolvere i gravi problemi di quella struttura. L’approvazione del bilancio è infatti merito esclusivo del nuovo, volenteroso amministratore di condominio Enzo Franchi e non c’entra dunque nulla con il ministro Salvini. Anche per quanto riguarda il ripristino della legalità gli interventi delle forze dell’ordine hanno avuto impulso negli anni 2015/2016, quelli del commissario Passerotti alla guida del Comune, e già venerdì 18 maggio 2018 (cioè prima dell’insediamento di Salvini) il nuovo questore di Macerata Antonio Pignataro, era sul posto nel corso di una operazione dedicata alla situazione dell’Hotel House. Infine, giova ricordare che sono in corso i lavori di riqualificazione dell’area circostante il complesso, lavori per un milione di euro finanziati dal governo Renzi per un progetto promosso dallo stesso commissario Passerotti per il Comune di Porto Recanati nell’ambito degli interventi previsti per la riqualificazione sociale e culturale delle aree urbane degradate dal Dpcm il 15 ottobre 2015”.

“Chiediamo dunque che il governo, d’ intesa con gli enti locali interessati, effettui una seria valutazione sulla soluzione più idonea per il futuro dello stabile, idonea comunque a garantire le condizioni minime di decoro e dignità per tutti coloro che hanno titolo a risiedervi. Altrimenti la ruspa non servirà altro che a rimuovere l’enorme quantità di propaganda che la Lega è capace di accumulare”, concludono i parlamentari del PD.

Testo integrale dell’interrogazione al Ministro dell'Interno.

Per sapere, premesso che: 

nella periferia di Porto Recanati, comune di 12.000 abitanti in provincia di Macerata, si trova il cd. Hotel House, un grande immobile originariamente edificato negli anni ’70 come unità turistico residenziale e divenuto negli anni il simbolo di un profondo degrado;pakkia7

composto da 480 appartamenti, distribuiti su 17 piani, tale struttura nel corso dei decenni ha manifestato problemi strutturali sempre più evidenti sia dal punto di vista igienico sanitario, con l’approvvigionamento idrico garantito ormai solo da un pozzo scavato abusivamente, sia dal punto di vista della sicurezza dell’immobile, con ad esempio nessuno dei sette ascensori presenti nell’edificio in grado attualmente di funzionare;

secondo un vecchio censimento del Comune, si stimava che già nel 2015 vi fossero, in condizioni di degrado, marginalità e talvolta illegalità, ben 1717 residenti, provenienti da 23 etnie diverse; ma oggi è ragionevole ritenere che tale numero possa aver superato le 2000 persone;

estremamente eterogenea è anche la condizione giuridica delle persone ivi residenti: accanto a famiglie e persone regolari, che pagano regolarmente un canone di locazione o le rate del mutuo per l’acquisto di un’abitazione, che nel frattempo si è completamente svalutata sul mercato, si registrano occupazioni abusive, fenomeni di diffusa criminalità e illegalità, risulta che ben un quarto della popolazione che vive in questa situazione di degrado sia costituita da minori di età;

a fronte di quanto premesso, è evidente l’urgenza di un deciso intervento dello Stato per garantire innanzitutto le condizioni minime sotto l’aspetto della sicurezza e sotto il profilo igienico-sanitario, tutelando primariamente la condizione dei minori di età e salvaguardando i diritti dei numerosi legittimi acquirenti che si sono ritrovati a sostenere i costi per l’acquisto di un immobile di fatto non più rivendibile perché ormai privo di valore economico;

appare altresì necessario e urgente, anche in vista di una possibile opera di attenta riconversione, l’individuazione progressiva di idonee soluzioni abitative alternative per tutti gli aventi diritto, e con particolare attenzione alla necessaria tutela dei diritti dei minori presenti, anche al fine di diminuire la popolazione presente all’interno dell’edificio e così nel caso riconvertirlo in maniera più agevole;

quali iniziative urgenti intenda adottare, anche in accordo con la Regione e gli enti locali interessati, per individuare idonee soluzioni abitative alternative al fine di tutelare e salvaguardare anche sotto il profilo dell’ordine pubblico e della sicurezza tutti coloro, famiglie o individui, aventi un titolo legale per risiedere all’interno dell’immobile, con particolare attenzione ai diritti di tutti i minori presenti nell’edificio;

Quali iniziative urgenti intenda adottare, per quanto di sua competenza, per ristabilire comunque le condizioni minime essenziali, anche nel breve periodo, sia dal punto di vista igienico sanitario che da quello della sicurezza dello stabile, in attesa di capire se e come riconvertire l’edificio in questione e l’area circostante, sulla quale sono già in essere alcune iniziative del Comune, nonché quale sarà la destinazione finale di tutte le persone presenti nello stabile.

Quali iniziative urgenti, per quanto di sua competenza, intenda adottare per individuare nel lungo periodo, d’intesa con tutti gli enti locali interessati e sentiti i proprietari dell’immobile e tutti coloro avente titolo legale per risiedervi, la soluzione più idonea sul futuro dello stabile, atta comunque a garantire le condizioni minime di decoro e dignità per tutti coloro che hanno titolo a risiedervi.