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PORTO RECANATI – I familiari di Marone Perugini, la moglie Gabriella e i figli Emanuele ed Andrea, vogliono capire come possa essere morto il loro congiunto a poche ore dalla dimissione dall’ospedale dopo una serie di accertamenti legati ad una pancreatite.

Subito avevano chiesto che venisse eseguita una autopsia e la procedura è partita giovedì con la presentazione di un esposto da parte del legale incaricato, l’avv. Riccardo Leonardi.

Sulla base di questo esposto, il sostituto procuratore Serena Bizzarri ha disposto un’autopsia e due gastroenterologi, come atto dovuto, sono stati iscritti al registro degli indagati, per l’ipotesi di omicidio colposo, i dottori Antonio Di Sario e Luca Maroni.maronep

Lunedì pomeriggio sarà conferito da parte della Procura della Repubblica un incarico al medico legale Cristian D’Ovidio e subito dopo sarà eseguita l’autopsia per stabilire le cause del decesso.

Dopo l’esame la Procura potrebbe liberare la salma per consentire le esequie.

Perugini ,80enne, era in buone condizioni generali di salute ed era stato ricoverato a Torrette per una pancreatite, e il 30 dicembre sottoposto a una operazione che aveva dato esiti positivi tanto che nel decorso post operatorio i valori del sangue erano via via tornati regolari.

I medici avevano deciso per un controllo finale prima di dimetterelo. Subito dopo la gastroscopia Perugini ha accusato una fuoriuscita di sangue dalla bocca per una improvvisa emoraggia risultatagli fatale.

La morte di Perugini ha colpito la comunità porto recanatese dove l’ex dipendente ENEL, originario di Morrovalle, si era fortemente inserito: fondatore dell’Ente Palio, ex assessore, primo presidente del comitato di quartiere Scossicci-Del Sole, attivo nel volontariato