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PORTO RECANATI - Dopo lo straordinario debutto a Porto Sant’Elpidio con Umberto Galimberti e Marcello Veneziani, Parlare Futuro 2020, la rassegna itinerante, diretta da Oriana Salvucci, continua la sua corsa provocatrice alla ricerca di ciò che può definirsi Al di là del bene e del male di Friedrich Nietzsche, autore dell’omonimo saggio filosofico e provocatore per eccellenza nell’immaginario comune, colui che propone di fare filosofia col martello e cioè di distruggere tutto ciò che costituisce la base culturale della nostra società perché non rappresenta più l’identità del singolo, in nome della necessità che “i pesi di tutte le cose devono essere ristabiliti di nuovo.”

Ma è qualcosa di cui tutti sono capaci, o un affare da superuomini/Übermenschen? E soprattutto quali saranno le conseguenze che, come dice lo stesso Nietzsche in Al di là del bene e del male, “ci prendono per i capelli, del tutto indifferenti al fatto che nel frattempo si sia migliorati”? arminio 98eb58fe36c6c00632af5c0365889263

Stavolta a dare una risposta a questa domanda sarà il poeta Franco Arminio che, animerà una vivace serata poetica dall’emblematico titolo L’infinito senza farci caso.

“E’ il terzo anno che Porto Recanati ospita la Rassegna “Parlare Futuro” – dice l’assessore alla cultura Angelica Sabbatini – abbiamo cominciato con Lucia Alberti e proseguito nella scorsa edizione con il prof. Galimberti, quest’anno siamo molto orgogliosi di ospitare il poeta Franco Arminio. Contiamo sicuramente in una serata di successo, la location è quella splendida della Pinacoteca “Moroni,” e siamo ansiosi di ascoltare questo importante poeta, che tanto ha dato, con le sue opere, alla cultura contemporanea. Un ringraziamento a Oriana Salvucci, ideatrice della Rassegna, che ogni anno, riesce a mettere in rete dei comuni, in cui ospita, di volta in volta, dei personaggi importanti della cultura nazionale. E’ una kermesse che si impegna a divulgare a livello regionale i grandi nomi del nostro tempo.

Questa rassegna è stata fortemente voluta dall’Amministrazione Comunale e dal mio Assessorato ed è un grosso passo avanti per la Cultura portorecanatese. Spero che un numero sempre maggiore di cittadini si appassionino a fare cultura e a divulgarla all’interno della nostra città.”

Nato in Campania, a Bisaccia, nel 1960, dove tutt'ora vive, Franco Arminio è documentarista, giornalista, scrittore e soprattutto poeta, si definisce però “paesologo”, ovvero esperto delle realtà dei piccoli comuni italiani.

Vocato al viaggio e alla lirica, collabora con testate come Il Manifesto e Il Mattino, con un blog dal titolo Comunità Provvisorie, e scrive raccolte di poesie dove racconta le realtà cittadine attraverso le quali viaggia, raccogliendo testimonianze anche dalle zone più disagiate, sulla vita, sulla morte, sull’amore.

Dopo le intense raccolte Cartoline dai Morti e Geografia commossa dell'Italia interna, dedicate ai paesi colpiti dal sisma negli anni, si dedica ora alla riflessione sull’amore, l’infinito, il bene, il male e tutto ciò che è al di là di essi con le raccolte Resteranno i canti, Cedi la strada agli alberi e ora L’infinito senza farci caso.

poesie10In quest’ultima raccolta Arminio si scaglia contro la società che cerca l’amore senza però sapere cos’è, che vede e vuole ovunque il porno e il sesso e non si sorprende di fronte al revenge porn che porta all’omicidio/suicidio, ma poi si indigna davanti ad una parola potenzialmente a doppio senso sui social network, come ferita nel profondo dei suoi labili sentimenti, una società insomma che vorrebbe mostrarsi al di là del bene e del male sul tema amore, senza però avere davvero idea di cosa esso sia, men che meno i suoi estremi.

Commenta Arminio “L'amore per essere nuovamente vivo deve portare dentro l'infimo e l'immenso, non può stazionare nelle righe dell'uomo intermedio.

Dobbiamo riprendere a oscillare verso gli estremi, l'amore è grande umiltà e grande arroganza.”.

L’amore come lo pensa Arminio è riscoperta e medicina, è martello che abbatte vecchie convinzioni di liberazione sessuale e di schiavitù del vuoto di sentimenti, è, con le sue parole, intimità provvisoria, che risveglia nel profondo l’umanità del singolo e la fa sprigionare con delicatezza e violenza, una dolcezza vera che fa male, e da all’essere la vera coscienza di cosa voglia dire amore “al di là del bene del male”.