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 PORTO RECANATI - Il 25 gennaio 2016, a Il Cairo, veniva sequestrato il ventottenne ricercatore italiano Giulio Regeni e il 3 febbraio veniva ritrovato il suo corpo senza vita, torturato e trucidato in modo barbaro.

Quattro anni dopo, verità e giustizia sembrano ancora troppo lontane.

Per questo, nel giorno dell’anniversario del sequestro, sabato 25 gennaio, tante piazze italiane saranno animate e illuminate da chi vuole unirsi a Paola e Claudio Regeni, i genitori di Giulio, REGENI 2018per rinnovare instancabilmente la richiesta di giustizia per il giovane dopo troppe promesse cadute nel vuoto.

A Porto Recanati, il ritrovo sarà alle ore 19 in Corso Matteotti, nello spazio antistante l’ex Scuola Diaz, oggi sede della Biblioteca comunale: alle 19.41, l’ora esatta in cui Giulio inviò l’ultimo sms prima di sparire, verranno accese delle fiaccole, luci che vogliono squarciare il buio dell’omertà.

L’evento è organizzato da Amnesty Macerata in collaborazione con alcuni cittadini e in collegamento con Amnesty Ancona e Amnesty International Italia.

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