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PORTO RECANATI  - “Siamo al fianco dei genitori degli alunni che frequentano la scuola primaria Medi di Porto Recanati per sostenere la loro richiesta di attuazione del progetto di sperimentazione di classi a tempo misto per le prime e seconde nell’anno scolastico 2020/2021. Il progetto infatti non è stato approvato dal Ministero dell’Istruzione per il nuovo anno scolastico nonostante la sperimentazione si fosse potuta attuare a organico invariato, quindi senza ulteriori costi per il Ministero”.

Lo afferma l’assessore all’Istruzione Loretta Bravi.

“Nonostante questa soluzione sia stato adottata da numerose scuole in Italia e anche da diversi anni – prosegue l’assessore Bravi - , ne è stata vietata l’attuazione a Porto Recanati sia dalBraviOK1 1 Direttore dell’Ufficio Scolastico Regionale Dott. Filisetti sia dalla Direttrice generale per gli ordinamenti scolastici e la valutazione del sistema nazionale di istruzione Dott.ssa Palermo a causa di un ricorso contro questo tempo scuola presentato da tre familiari di alunni non coinvolti in questa nuova organizzazione. Una scelta che non condividiamo perché tale assetto consentirebbe di distribuire equamente i bambini stranieri nelle singole classi continuando a garantire alle famiglie la scelta del tempo scuola a loro più congeniale evitando, allo stesso tempo, problemi di carattere didattico e sociale. Nonostante infatti i numerosi interventi a sostegno degli alunni stranieri messi in atto dalla scuola, che sicuramente contribuiscono a ridurre le differenze in termini di apprendimento tra i bambini stranieri e italiani, la presenza di un numero consistente di bambini non italofoni nelle classi a tempo normale non consente di ridurre il divario in termini di apprendimento tra i bambini dei due tempi scuola e, ovviamente, rappresenta un forte ostacolo al processo di integrazione/socializzazione sia in ambito scolastico che extrascolastico”.

La scuola di Porto Recanati è caratterizzata fortemente dalla presenza di un numero di alunni stranieri tra i più elevati del territorio nazionale.

La percentuale degli alunni non italofoni ,che padroneggiano poco o affatto la lingua italiana, presenti nelle classi del tempo normale della scuola primaria, oscilla tra il 35 e il 50%. Al contrario le classi prime del tempo pieno registrano medie tra il 20 e il 25%.

Il motivo di tale discrasia tra i due tempi scuola (normale e pieno) è individuato nel costo della mensa che le famiglie straniere non riescono a sostenere e ciò fa propendere per la scelta del tempo normale a 27 ore.

L’elevato numero di alunni non italofoni nelle classi a tempo normale spinge, inoltre, alcune famiglie italiane, che vorrebbero scegliere tale tempo scuola, ad iscrivere i figli al tempo pieno o nelle scuole dei paesi limitrofi, aumentando ancor più il divario tra il rapporto percentuale “alunni stranieri/totale alunni” dei due tempi scuola.

Anche rendendo gratuita la mensa per i bambini stranieri, il problema si sposterebbe alle classi del tempo pieno poiché usufruirebbero in massa di tale opportunità.

Per questo motivo la scuola aveva elaborato, per l’anno scolastico 2019/2020, una nuova offerta formativa che permette, grazie alla sovrapposizione degli orari delle lezioni tra il tempo normale e il tempo pieno, la costituzione di classi miste formate dai bambini dei due tempi scuola.

Tale nuova organizzazione, consente di distribuire equamente i bambini stranieri nelle singole classi continuando a garantire alle famiglie la scelta del tempo scuola a loro più congeniale.