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di Sauro Pigini, capo gruppo consiliare M5S

PORTO RECANATI -  La riflessione fatta sulla differenza tra l’usato sicuro ed il sogno del rinnovamento ha riscosso un successo (al netto delle richieste di acquisto dell’auto) che ha rafforzato la mia convinzione circa l’esistenza, nella nostra città, di una forte componente di società civile, alla ricerca di quel nuovo che tarda a prendere corpo.

L’aver espresso questo convincimento mi ha gratificato di tanti contatti con persone, anche a me sconosciute, che hanno voluto esprimere la loro disponibilità a perseguire quel sogno di rinnovamento. Ad una condizione però: no a tutti quei camaleonti che, da decenni, riescono a condizionare la politica locale.

In città esistono, sopite, tante energie che se risvegliate intorno a progetti, anche semplici ma che riportino nell’Agorà cittadina il confronto del cosa fare, saprebbero imprimere quella svolta innovativa che potrebbe segnare la rinascita della nostra comunità.0574c3799974572d2d88eb64d3b678356982

L’usato sicuro ormai viene percepito sempre più come il modo vecchio di far politica.

Una politica che mette in risalto l’asfaltatura delle strade piuttosto che il cambio delle lampadine qualche mese prima delle elezioni e che scambia l’ordinaria amministrazione per un evento eccezionale. Una politica che interra alcune fontane e tiene chiuse le altre salvo poi aprirle alla vigilia delle festività, dimostrando l’incapacità a programmare un intervento di arredo urbano degno di una città di turismo residenziale come la nostra.

Un usato sicuro che può tranquillamente votare discutibili varianti al piano regolatore non avendo come impegno prioritario la salvaguardia e la difesa del territorio.

Per questa vecchia politica, mantenere unita una coalizione solo sulla base di interessi particolari sarà difficile, ma ormai il gioco è abbastanza scoperto per cui all’usato garantito si associa oggi anche un populismo, che sollecita la pancia dell’elettorato meno accorto, riuscendo a compensare in prospettiva la perdita del voto di quei cittadini che sognano il rinnovamento.
Quindi, se è vero come è vero che quanto da me rappresentato corrisponde al sogno di gran parte di una cittadinanza silenziosa, spetta a noi impegnarci in una militanza sociale e politica, senza aver paura di costruire qualcosa di nuovo.

La nostra città ha un potenziale straordinario e non ancora sfruttato: non perdiamo la speranza di rendere Porto Recanati un posto migliore per tutti.

Apriamo i cassetti. I prossimi 5 anni saranno migliori degli ultimi 20.