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PORTO RECANATI/LORETO - "Cara delegazione, per 30 denari?". Sono queste le parole scelte dal Comitato No Antenna Montorso, per manifestare alla Delegazione Pontificia la delusione e il dispiacere di saperla coinvolta nell’operazione che ha portato all’installazione dell’impianto ILIAD di 32 metri all’ingresso della Piana.

Come noto in territorio di Loreto, a pochissimi metri da quello di Porto Recanati (che non ha gradito e la cui amministrazione ha chiesto lumi …..), in zona Montorsetto è stato eretto in una notte un pilone di 32 metri innescando la ferma protesta delle comunità di Montorso e Grotte, e della dirimpettaia cittadinanza porto recanatese.

IMG 20210306 WA0004Il “blitz” dei “montorsesi” nel primissimo pomeriggio sul sagrato del santuario.

Lo striscione, tenuto dalle mani di alcuni bambini di famiglie residenti, evoca il famoso tradimento di Giuda, perché così si sentono gli abitanti di Montorso da quella mattina del 18 febbraio: traditi.

In una nota si legge che “Per mano di un’amministrazione leggera (o forse no), nel concedere per silenzio assenso l’ok al procedere ad un colosso come Iliad; per mano di burocrati incuranti dei danni al paesaggio, alla memoria di quel fazzoletto di terra a confine fra due cittadine, entrambe votate al turismo; e soprattutto per mano della Delegazione Pontificia. Non è forse la Delegazione della Santa Casa di Loreto, figlia di quel Pontefice che nella sua II Enciclica Laudato Si, ispirata al Cantico delle Creature di San Francesco, invoca il rispetto della Casa Comune? Non parla forse Papa Francesco, in particolare nel 3° capitolo, della necessità di essere amministratori responsabili del Creato mettendo poi in guardia dalla tecnocrazia e da quanti detengono la conoscenza ed il potere economico di sfruttarla, un dominio impressionante sul mondo intero? Che fine ha fatto, l’essere umano, che fine hanno fatto le famiglie, i bambini di Montorso, quelle creature che sono carezza di Dio? Che fine hanno fatto quanti hanno camminato, vegliato, cantato nella Valle dei Papi?"

"Con l’istallazione dell’impianto Iliad sotto le nostre finestre -conclude la nota-, abbiamo scoperto il valore di quei 30 denari: poco meno di diecimila euro. Tanto è bastato alla Delegazione per buttare alle ortiche quella tradizione cristiana che, nelle parole di Papa Francesco non ha mai riconosciuto come assoluto o intoccabile il diritto alla proprietà privata, ed ha messo in risalto la funzione sociale di qualunque forma di proprietà privata. Magari hanno creduto davvero che lasciando installare un’antenna di 32 metri, con 12 ripetitori che attraversano case, famiglie, vite e carezze di Dio, stavano facendo qualcosa come il bene comune tanto auspicato dal Santo Padre”.

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