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PORTO RECANATI – Si sono conclusi al “Gervasi” i lavori resisi necessari all’apice della pandemia, con diverse vittime tra i degenti contagiati dal coronavirus e che avevano costretto a rivedere gli assetti interni in maniera da far tornare gli anziani, nel frattempo trasferiti in altre strutture, in sicurezza.

Il focolaio sviluppatosi all’interno del Gervasi aveva causato dieci decessi e mentre si attivava il cantiere per creare percorsi interni sicuri e separati, gli altri anziani sono stati ospitati al Santo Stefano, alla RSA di Recanati, alla Lungodegenza del “S. Lucia” di Recanati.

Come accaduto in altre realtà anche il Gervasi è stato oggetto dell’apertura di un fascicolo da parte della Procura delle Repubblica.

I lavori che hanno interessato interni ed esterni si sono conclusi ed ora si attende il via libera dell’Area Vasta al rientro dei 13 anziani oggi ospitati in altre strutture della zona.
I lavori hanno interessato la riattivazione del secondo ascensore, essenziale per avere due percorsi separati verso area free covid ed area covid (se eventuale). I degenti che rientreranno sono ora tutti negativizzati.

Si è proceduto a lavori sugli esterni dell’edificio di corso Matteotti e sul sistema fognario.

Manca solo il via libera definitivo al rientro.

Gervasi