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di Gioacchino di Martino

PORTO RECANATI - Cercare la notizia, verificarla e tradurla in modo comprensibile ai propri lettori è una delle regole che è alla base del lavoro di un giornalista. In genere non è un lavoro difficile.

Basta osservare le regole della deontologia professionale, metterci un po' di impegno, avere un grande rispetto per i propri lettori ma soprattutto non scoraggiarsi quando si trovano chiuse quelle porte che invece dovrebbero essere non semplicemente aperte ma addirittura spalancate. Ed è proprio il caso della storia di questi 120.000 euro concessi dalla Regione Marche, su richiesta e precisa indicazione di destinazione dall’amministrazione comunale.

Una destinazione contestata da molti ma strenuamente difesa dai vertici municipali che, con ostinata pervicacia, rifiutano di aprire tutte le porte che consentirebbero di avere una visione completa della storia. Storia che ieri si è arricchita di un nuovo capitolo che non può che lasciare molto perplessi su come la trasparenza amministrativa venga interpretata a Palazzo Volpini. garante

A seguito del diniego tacito opposto alla mia richiesta di accesso al progetto presentato alla Regione Marche, con nota n. 1335263 del 25 novembre 2020 relativo alla illuminazione del capannone Nervi, ho presentato alle ore 10,46 una richiesta di riesame del diniego al Garante dei Diritti della Regione Marche e per conoscenza al Comune di Porto Recanati ed all’Ordine dei Giornalisti delle Marche, con allegati tutti gli articoli scritti sulla vicenda.

Alle ore 13,13 mi è giunta una comunicazione da parte del geometra Re (responsabile dell’ufficio competente) con cui mi inviava la documentazione da me richiesta il 6 maggio scorso. Tutto bene quindi? Fine della storia e perciò nessun segreto apposto ai documenti? Solo un banale ritardo smosso dal ricorso presentato? NO !!!!

Il documento inviatomi porta la data di Aprile 2021 ed è il progetto definitivo e non quello inviato alla Regione il 25 novembre 2020, come da me richiesto. Sciatteria? Malafede? Necessità di nascondere qualcosa che la troppa luce che dovrà illuminare il Nervi non riesce più a nascondere?

Tutte ipotesi ed illazioni che non dovrebbero crearsi intorno ad un’opera pubblica, sia pure di dubbia utilità. Il principio della trasparenza è una regola della democrazia che non può essere accesa ad intermittenza. Infondere nel cittadino solo il sospetto che l’attività amministrativa non venga svolta nel suo esclusivo interesse e che invece possa essere, in qualche modo, distorta a beneficio di tornaconti elettorali è da considerarsi un vulnus alla Democrazia perché non fa altro che aumentare la sfiducia del cittadino nella Politica.

E’ già abbastanza offensivo che un documento, legittimamente richiesto, possa entrare in possesso di un cittadino solo dopo che questi abbia fatto ricorso all’Autorità superiore (magari solo per evitare che venga aperta un’istruttoria sui contenuti) ma che questo cittadino venga anche turlupinato ricevendo un atto non rispondente a quello richiesto e per di più scaricabile tranquillamente dal sito web dell’amministrazione comunale dimostra che qualcuno della burocrazia municipale si ritiene diretto discendente del Marchese del Grillo. Naturalmente la storia non termina quì e quindi non perdetevi le prossime puntate.