PORTO RECANATI - Si è svolta questa mattina, presso l’Aula Consiliare del Comune di Porto Recanati, la conferenza stampa indetta per illu
strare gli esiti delle attività di campionamento e verifica eseguite sul Capannone Nervi.
Durante l’incontro, l’Ingegner Simone Tombolesi, portavoce della ditta Mente Ecologica s.r.l., società attualmente incaricata come Responsabile del Rischio Amianto (R.R.A.) per il Comune, ha relazionato nel dettaglio quanto emerso dagli accertamenti tecnici condotti sullo storico edificio, in collaborazione con gli enti pubblici competenti. Era presente anche l’Ingegnera Ilenia Galeazzi, Amministratore Unico della suddetta società.
Presenti all'incontro anche il Sindaco Andrea Michelini e l’Assessore ai Lavori Pubblici Lorenzo Riccetti, a testimonianza dell’attenzione che l’amministrazione comunale rivolge al tema della sicurezza e della salute pubblica.
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"Nessun segreto di Stato e dunque nessuna volontà di nascondere la verità", ha scritto il comune in una nota diffusa prima della conferenza stampa, evidenziando alcuni aspetti che più inquesti giorni hanno animato il dibattito in città sulla presenza o meno di amianto nella struttura.
"Al contrario, l'affare Amianto è frutto della volontà di questa amministrazione di fare piena luce su una questione rilevante per la salute dei cittadini. Prima di fornire le informazioni, tuttavia, abbiamo dovuto attendere di avere piena contezza della situazione, considerata la sua particolarità. La copertura del capannone Nervi è costituita da lastre di cemento-amianto? No! Le lastre cementizie che compongono la copertura del fabbricato non sono in cemento-amianto, e questo può essere affermato con assoluta certezza, in quanto in nessuno dei quasi 30 campioni di conglomerato cementizio esaminati è stata rilevata la presenza di amianto. I risultati contrastanti in precedenza. Per chiarire tali risultati analitici, è stato necessario ampliare l’indagine, spostando l’attenzione sulla guaina bituminosa applicata nei giunti verticali delle lastre, da cui risultavano evidenze in diversi campioni. La guaina inizialmente non era stata indagata poiché completamente ricoperta da incapsulante e pertanto non visibile a occhio nudo, inoltre nei dati di letteratura in mio possesso redatti prima del mio incarico si dichiarava la presenza di amianto nelle lastre di copertura in cemento".
Sulla presenza al Nervi di amianto, se si e dove si trova e in che quantità il comune scrive "la superficie interessata dalla posa della guaina rappresenta una piccola porzione della copertura, stimata in circa il 10% della superficie totale, indicativamente sui 300 m². Il peso della guaina applicata è difficilmente stimabile, ipotizzabile in circa 100-200 kg. Una foto scattata prima dell’incapsulamento rende chiaramente l'idea delle porzioni ricoperte. Se la bonifica consisterà in una rimozione della guaina, si procederà con la rimozione della stessa tramite un processo di raschiatura e successivo smaltimento. L’attività verrà svolta da personale formato appartenente ad una ditta iscritta alla categoria 10 dell’Albo gestori ambientali, categoria dedicata alla bonifica amianto. Per l’operatività parliamo di tempistiche dell’ordine di 20-30 giorni, da valutare ovviamente rispetto alla procedura condivisa e autorizzata con l’ente. Il processo di smaltimento sarà dettagliatamente descritto in un Progetto di bonifica che sarà validato dalla competente AST. L’attività sarà svolta in totale sicurezza, presumibilmente mediante l’ausilio di una piattaforma e di personale qualificato dotato di tutti i DPI. L’operazione sarà una tantum e renderà il tetto definitivo, eliminando la necessità di incapsulamento globale e di un RRA per il futuro. Il costo stimato del processo di eliminazione e smaltimento si aggira attorno a circa 60-80 mila euro. Il piano di riqualificazione, elaborato in collaborazione con l'Università Politecnica delle Marche, con cui il Comune ha partecipato al Bando Ministeriale, non viene in alcun modo ostacolato dalle operazioni di bonifica, considerando il suo costo (relativamente basso) e i tempi (piuttosto rapidi). Il manufatto, a seguito di una eventuale bonifica della guaina, non necessiterà più di essere incapsulato nella sua totalità. Inoltre, non sarà più necessario nominare un Responsabile del rischio amianto per la valutazione dei rischi e delle peculiarità nei confronti dell'ambiente circostante".
Il comune spiega cosa sarebbe stato necessario fare per bonificare il Nervi se la copertura fosse stata in lastre di cemento amianto.
"Le possibilità di intervento, in base a quanto previsto dal DM 06/09/1994, sarebbero state: la rimozione totale del manufatto contenente amianto (MCA), oppure l’incapsulamento o il confinamento per tutto il resto della vita dell’edificio - scrive l'amministrazione comunale -. Costi stimabili? Difficile dirlo, ma possiamo stimare approssimativamente che i costi di bonifica (intesa come rimozione integrale di tutta la copertura e smaltimento della stessa) si aggirino attorno al milione di euro".
