nota del comune
PORTO RECANATI - Mai avremmo voluto dare pubblicità sui social e sui giornali di questioni così delicate che riguardano dipendenti comunali, non è nel nostro stile, ma l’incauto post del centro-destra unito (su FB, "quando non ci sono limiti") ci costringe a fare chiarezza sulla questione della discarica abusiva rinvenuta nel nostro civico cimitero.
Nei primi mesi del 2022 sono stati segnalati accumuli di macerie all’interno del cimitero nel quale erano in corso i lavori di ampliamento.
Subito l’Amministrazione ha chiesto all’Ufficio Tecnico di individuare i responsabili e di richiederne la rimozione.
Nell’inverno del 2023 all’esito di un forte temporale che ha dilavato la terra in superficie, sono affiorati rifiuti speciali (blocchi di asfalto, pezzi di cemento plastica, tubi corrugati, potature ecc.) in una vasta zona del nuovo cimitero.
A seguito della segnalazione i Carabinieri del Nucleo Operativo, con l’ausilio dell’ARPAM hanno approfondito le indagini e portato alla luce un’enorme discarica che ha livellato un’intera collina per un’estensione di per 2.700 mq. (mezzo campo da calcio). L’area è stata sottoposta a sequestro preventivo.
La Procura della Repubblica presso il Tribunale di Macerata, terminate le indagini ha emesso un decreto di citazione a giudizio ai danni dell’allora responsabile del Settore Lavori Pubblici, per aver omesso di svolgere adeguata vigilanza, consistita anche nella mancata adozione di immediati provvedimenti tesi ad interdire il libero accesso all’area ripetutamente oggetto di abbandono di rifiuti.
In sintesi, considerata l’enorme mole di materiale è emerso in maniera evidente che le attività illecite si erano protratte nel tempo in modo sistematico.
Il danno ambientale, inteso come l’insieme dei costi necessari per la bonifica ammonterebbe a svariate centinaia di migliaia di euro.
Avremmo volentieri occupato meglio il nostro tempo a prenderci cura della città piuttosto che ritrovarci a affrontare la difficoltà di avere metà cimitero nuovo sotto sequestro per colpe o negligenze che certamente non sono le nostre.
L’entità del pregiudizio per l’Ente pubblico impone come atto dovuto la costituzione di parte civile nel procedimento penale a carico di chi sarà riconosciuto responsabile del reato, sia esso, o meno, dipendente del Comune.
Dalle dichiarazioni rilasciate nel corso di un recente consiglio Comunale dal portavoce del Centrodestra Unito Rosalba Ubaldi sembrerebbe che la prassi era nota anche alla parte politica, che era a conoscenza degli scarichi abusivi. La stessa ha dichiarato testualmente che, in alcuni casi “ce l’abbiamo acchiappati e sono stati mandati via“, che “il materiale che, almeno all’epoca veniva buttato, erano quello che per non portarli alla discarica, dove sarebbero stati qualificati, avrebbero dato indotto ad individuare il lavoro e quindi l’eventuale evasione di qualche fattura, li portavano lì".
Il costituirsi parte civile in tale procedimento da parte della attuale Amministrazione non è una scelta discrezionale o persecutoria ma di garanzia verso il grave danno erariale perpetrato verso la città ed i cittadini che, inevitabilmente, avrebbero dovuto farsi carico delle spese di bonifica ambientale in caso di un’Amministrazione che non vede o finge di non vedere.
Chiunque si fosse ritrovato una discarica nel giardino di casa propria avrebbe fatto esattamente la stessa cosa.
Lasciamo che la magistratura faccia il suo lavoro e che la giustizia faccia il suo corso, dal canto nostro riteniamo, come amministrazione, di aver fatto il nostro con la dovizia e trasparenza che da sempre contraddistingue il nostro operare al servizio dei cittadini.
