PORTO RECANATI – La scoperta è stata casuale da parte di una volontaria dell’associazione Amici Animali di Osimo che stava facendo un training con un cane in vista del suo affidamento.
E’ stato proprio il cane ad indirizzare la donna verso la macabra scoperta in un punto di vegetazione fitta che costeggia la strada del ponte che supera l’A14, passato l’insediamento GI&E, verso il fiume Musone.
Dentro dei sacchi cani adulti e cuccioli per almeno una quindicina di esemplari, alcuni in stato di avanzata decomposizione, altri morti di recenti.
Un pastore maremmano aveva le gambe legate con adesivo, la testa staccata in un sacchetto.
La donna ha subito lanciato l’allarme e sul posto sono arrivati i carabinieri di Porto Recanati e Civitanova insieme ai colleghi Forestali dell’Abbadia di Fiastra.
Sopralluoghi che hanno portato alla scoperta di un cimitero dell’orrore.
I resti degli animali sono stati prelevati dal Servizio Sanità Animale dell’AST di Macerata per eseguire analisi affidate all’Istituto Zooprofilattico.
In campo anche il SIS dei carabinieri, Servizio Investigazioni Scientifiche di Ancona, che hanno effettuato rilievi repertando anche un sacchetto di munizioni da caccia.
In campo anche una squadra dei VVF.
Il macabro rinvenimento ha scosso l’opinione pubblica e subito sono state avanzate tante ipotesi sulle motivazioni che, questa è l’unica certezza, ha una mano esecutiva umana.
Le ricerche nella zona hanno anche portato alla scoperta di una discarica abusiva di rifiuti pericolosi, tra cui amianto.