PORTO RECANATI - Quando sembrava che sulla vicenda fosse calato il silenzio, c'è una svolta nelle indagini sul ritrovamento di oltre 50 carcasse di cani in una scarpata a fianco di un ponte che supera l'autostrada, poco superata l'area dell'insediamento industriale della GIE.

la Procura di Macerata ha indagato un 53enne di Loreto per uccisione di animali. L'uomo sarebbe anche attivo nel settore cinofilo.4332905791244622179

La complessa indagine del Carabinieri Forestali, coordinata dalla PM Stefania Ciccioli, ha indirizzato i sospetti verso un loretano, conosciuto cacciatore, presso la cui abitazione durante una perquisizione i militari hanno trovato e sequestrato documenti cartacei, un'agenda con nomi e numeri, attrezzatura e il cellulare che sarà analizzato.

Scoperte anche delle gabbie con all'interno uccelli da richiamo non consentiti e per quesyo aspetto è stato denunciato.

Gli inquirenti ipotizzano che l'uomo possa essersi disfatto dei cani su richiesta di terzi.

La Procura ritiene che gli animali soppressi non fossero più abili per l'attività venatoria e quindi diventati un peso per i cacciatori proprietari.

Restano da effettuare le autopsie sulle carcasse, tutte senza microchip, per chiarire provenienza e razza.

In totale vennero rinvenute 55 carcasse di cani ed una di gatto. Per giorni, facendosi strada su una zona che era stata coperta da rovi, Carabinieri, volontari animalisti, Vigili del Fuoco hanno setacciato l'area che era stata utilizzata per disfarsi degli animali.

Sugli sviluppi dell'inchiesta fanno sentire la loro voce le associazioni aninaliste contro quello che è definito uno smaltimento sistematico, "se queste ipotesi dovessero essere confermate ci troveremmo di fronte a un sistema di morte lucido e organizzato, una visione aberrante che calpesta ogni principio etico".

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