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Nota del gruppo consiliare PD

POTENZA PICENA L’amministrazione comunale ha scelto di riqualificare il lato ovest di Piazza Douhet modificando parte dell’esistente ed aggiungendo nuovi elementi. Scelta di per sé legittima quanto comune ad ogni amministrazione che si proponga di migliorare la fruizione degli spazi pubblici. Molto l’entusiasmo per l’abbattimento del muro che divideva il sagrato della chiesa dallo spazio verde adiacente l’ex scuola elementare. Ci chiediamo quindi se questo “abbattimento” rappresenti un nodo urbanistico o politico.

La Giunta sceglie la connotazione politica, tanto da esaltare l’intervento a mezzo social come simbolo di una rinascita della vivibilità della piazza che - sostiene l’Amministrazione – tornerà così ad essere “Agorà”. Volendo indagare sul senso di “Agorà” ci preme sottolineare che è spazio aperto, vivo, simbolo di dialogo e di incontro. La stessa Sindaco ff. richiama infatti questo concetto erigendo il (fu) muro a ostacolo per il dialogo. La domanda sorge quindi spontanea: quali muri hanno impedito in questi anni il dialogo tra istituzioni e cittadinanza o tra i cittadini?

Chi si troverebbe contrario ad un intervento volto ad esaltare l’Agorà, simbolo di incontro e di dialogo? Non certo noi, che siamo quindi molto contenti di sentir riaffermare il valore del confronto da parte della Giunta!53067893 2336704666352845 3721286298070155264 n

In questi cinque anni molti avvenimenti avrebbero meritato spazi e occasioni di incontro, di ascolto e di dialogo tra l’Amministrazione e i cittadini ma la Giunta dov’era?
Dov’era quando durante l’emergenza della chiusura della scuola in molti chiedevano assemblee aperte? Dov’era quando si richiedeva il confronto su altre problematiche?

Il tanto clamore mediatico per la demolizione di un muro sembra rispolverare altri simboli, ideologie contrapposte del passato che poco senso hanno di esistere nella nostra vita cittadina.

Temiamo serva a rimpallare responsabilità di mancato dialogo su chi ha preceduto questa amministrazione. Temiamo serva a distrarre l’attenzione dal bilancio finale di questa amministrazione a pochi mesi dalle elezioni. La vera riflessione da fare, per chi si propone di costruire non muri ma una città più vivibile, dovrebbe a nostro avviso analizzare nel dettaglio l’operato di questi 5 anni di mandato Acquaroli-Tartabini. Dovrebbe considerare quali e quante sono state le opere caratterizzanti di questa esperienza governativa della destra. Per cosa dobbiamo ringraziare questa Amministrazione? Su cosa si è spesa? Quali progetti ha ideato, elaborato e messo in atto di sua spontanea iniziativa e di suo pugno? Qual è stata la visione di città e di territorio che ha seminato in tutto il suo mandato?

A pensarci, viene in mente ben poco, se si tolgono tutte le occasioni e le risorse volte a criticare le passate amministrazioni e le loro numerose opere e le occasioni di investimento nell'edilizia scolastica frutto di scelte di governi a guida Pd. A nostro avviso un amministratore dovrebbe spendere molte più energie sulla propria visione e azione che sulle critiche, poiché un territorio si amministra, non se ne fanno opinioni!

Ci viene quindi da pensare che dietro a quel muretto si vogliano celare delle mancanze della stessa amministrazione. La mancata manutenzione del verde, dell’irrigazione, delle luci dell’esatta metà di piazza che ora si vuol riqualificare. La mancata manutenzione della passeggiata a mare che, anche lasciando stare la questione “ponte”, ci ha visti affrontare le stagioni balneari con la vegetazione in condizioni indecorose. La mancata manutenzione del centro cittadino portopotentino, come del centro storico in collina dove esemplare (negativo!) il caso del Vicolo che “c’era una volta”. Sono insomma numerosi gli echi di critica e lamentela sulla mancata manutenzione dell’esistente e su come si siano lasciate all’incuria parti fondamentali e strategiche del nostro territorio. Un buon padre di famiglia sa valorizzare l’esistente, il patrimonio che eredita, a prescindere da chi lo ha donato a lui o realizzato: sa che di per sé rappresenta un valore, in quanto è stato un investimento fatto nel passato e pensato per il futuro. Lo stesso buon padre di famiglia sa quando, come e cosa modificare, rifare, su cosa investire, quali priorità dare, senza ogni volta screditare chi gli ha lasciato in eredità il paese da governare. I sindaci di questa giunta hanno saputo fare almeno altrettanto? Cosa lasceranno in eredità agli Amministratori del domani? Ecco, ora i cittadini hanno altri spunti per un dialogo oltre il muro dell’Agorà: buona riflessione e buon dialogo a tutti.