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di Mario Morgoni, senatore

POTENZA PCIENA - In quasi cinquant’anni di vita politica non ho mai partecipato ad una scissione ed ho sempre sostenuto le mie idee nel partito nel quale militavo.

L’ho fatto a viso aperto, senza riserve nel formulare critiche a volte aspre e senza condizionamenti anche quando non mi sentivo riconosciuto nel mio stesso partito.

Con questo spirito ho condiviso il progetto innovativo di Matteo Renzi e sostenuto un’azione di governo che ha prodotto importanti risultati per il paese.Morgoni Mario 1

Oggi Renzi, ritenendo che nel PD non ci sia più spazio per promuovere una politica aperta, coraggiosa e lungimirante, ha deciso di dare vita a una nuova formazione politica.

Al di là di ogni ipocrisia bisogna ammettere che Renzi è stato considerato da sempre un intruso, per non dire un nemico anche quando da Segretario aveva la massima responsabilità di rappresentare la comunità del Partito democratico. Per questo anche se criticabile per tempi e modi, la scelta di Renzi ha delle motivazioni.

È altrettanto innegabile che il PD, anche dopo le dimissioni di Renzi da Segretario, ha continuato ad essere un partito diviso in tante fazioni, incapace di definire una propria identità e di indicare una linea politica chiara; in questi anni non è stato in grado di correggere meccanismi di vita interna che condizionati pesantemente dalle “correnti” interne (spesso poco trasparenti e poco partecipati ma rispondenti a logiche tatticistiche) hanno finito per compromettere il partito stesso.

In questo senso l’iniziativa di Matteo Renzi, traumatica come tutte le scissioni, non potrà che essere benefica in quanto elemento di chiarezza che finirà per togliere alibi a tutti.

Al PD, che non avrà più l’alibi di essere paralizzato dalla presenza ingombrante di Matteo Renzi. Allo stesso Renzi che non avrà più il pretesto di un PD che non gli consente di realizzare i suoi ambiziosi progetti.

Ho deciso di restare ora nel PD per capire se il mio partito vuole veramente rigenerarsi e dare vita ad una politica riformista, coinvolgente, di alto profilo nell’etica e nei contenuti, praticata al fianco delle persone a cui chiede fiducia.

Se al contrario l’uscita di Matteo Renzi fosse utilizzata come occasione per rinverdire i fasti di una vecchia politica già dichiarata morta nel 2013 con la non vittoria di Bersani non esiterei più un attimo a fare un passo, comunque per me difficile, ma a quel punto inevitabile.