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A cura di Simona Ciasca e Paolo Onofri

Tra gli storici di Monte Santo, l’antica Potenza Picena, bisogna ricordare padre Antonio Maria Costantini, frate cappuccino.

“Nato a Monte Santo il giorno 19 Gennaio del 1693 da Giuseppe e da Gironima, al secolo Antonio, vestì l’abito cappuccino il giorno 2 Feb­braio del 1710. Ordinato sacerdote partecipò ad un concorso interno per professore di teologia morale.

Due i concorrenti che risultarono di pari merito, ma la cattedra non fu assegnata al padre Antonio Maria Costan­tini. Per addolcire la mancata nomina i superiori lo elessero guardia­no di una comunità. Egli rinunciò all’incarico per dedicarsi completamente agli studi.deposizione de magistria

Come studioso il padre Antonio Maria ebbe una gamma vastissima di inte­ressi. Impossibile in questa sede una rassegna completa della sua atti­vità culturale; se ne darà l’elenco solamente.

Tra gli incarichi che ebbe dai superiori vi fu quello di postulatore delle cause dei santi. In tale veste redasse il processo sopra la fama di santità di fra Bernardo da Offida, laico cappuccino, che inviò alla Congre­gazione dei Santi. Dalla stessa Congregazione ottenne la messa e l’uffi­cio propri per il beato Girio, comprotettore di Monte Santo.

Si era acquistata una notevole fama di restauratore di opere pittoriche poiché fu incaricato dal Governatore di Loreto di un progetto per il res­tauro degli affreschi del Pomarancio.

Coltivò la topografia storica e in particolare si interessò della ro­mana Pausulae, lasciando due dissertazioni manoscritte sul luogo dove esisteva questa città, molto apprezzate dagli studiosi del tempo.quadro s girio

La sua versatilità non aveva limiti. Come egli stesso afferma, “è stato suo studio il soggetto delle acque di vene invisibili e delle acque vi­sibili dei fiumi”. Per tale sua competenza il Governatore di Loreto lo incaricò di rimediare all’inefficienza del sistema di approvvigionamento idrico della città. Tuttavia la ricerca storica fu la sua attività princi­pale. Della sua produzione è pervenuta un saggio giovanile ri­masto inedito su “l’Origine e notizie della terra di Monte Santo, nobile, antica ed illustre nella Marca”. L'anno 1742 per i tipi del Poggiarelli di Ronciglione pubblicava un “Liber tertius in quo varia documenta, iura et privilegia hominum et regiminis Montis Sancti”. Si tratta, come preci­sa l'autore, di un catalogo di documenti in appoggio al “Trattato istorico del territorio di Monte Santo”. Nonostante le ricerche eseguite dai vari eruditi del Sette e Ottocento del primo volume di tale opera, che l'au­tore dice che fosse già pronto per la stampa, non si è mai trovato nulla.

Il padre Antonio Maria Costantini cessava di vivere nel Convento di Offida il giorno 26 Febbraio del 1767.

Il padre Antonio Maria Costantini, tipico esponente della cultura erudi­ta e scientifica del suo tempo, con la sua lunga ed operosa esistenza ha dato un suo contributo alla cultura marchigiana del Settecento, con le sue ricerche storiche, topografiche e attività scientifiche molto appre­zzate dai dotti del suo tempo.” (da I Cappuccini a Potenza Picena di Callisto Urbanelli, Giuseppe Santarelli e Nanni Monelli, Edizioni Anibali, Ancona 1993).

Secondo il Bruti Liberati, padre Antonio Maria Costantini, restaurò anche la tavola di Simone De Magistris del 1576 “La Deposizione”, che si trova all’interno della Chiesa di San Lorenzo dei Frati Cappuccini di Potenza Picena. (da Filippo Bruti Liberati 3° lettera sopra Monte Santo del 1840 e 5° lettera del 1842, Ripatransone Tipografia Jaffei. Potentini Illustri di Norberto Mancini, Recanati, Tipografia Pupilli 1950).

Per quanto riguarda Monte Santo, vi facciamo conoscere il suo manoscritto giovanile che si conserva in originale presso la Biblioteca Comunale di Fermo ed il libro del Marinucci sulla vita di San Girio del 1766, di cui il Costantini fu il postulatore della causa di beatificazione.