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di Mario Morgoni, deputato

POTENZA PICENA - Mentre ci sono leader politici che scatenano la caccia agli stranieri istigando ad andare a cercarli nelle loro abitazioni e ad attribuirgli sommariamente capi di imputazione, secondo le migliori tradizioni dello squadrismo, per fortuna nei territori germogliano semi di umanità, di buon senso e di civiltà.

E’ quanto accade a Porto Potenza dove da ormai quattro anni è attiva nei locali messi a disposizione dalla parrocchia Sant’Anna di una scuola di alfabetizzazione per cittadini adulti extracomunitari.

La scuola, gestita direttamente dal CPIA di Macerata, conta quest’anno circa 15 iscritti di diverse nazionalità ai quali al termine del corso viene riconosciuto un attestato convalidato dal ministero dell’istruzione. IMG 20200122 WA0001

Accanto a questa realtà si è sviluppata l’iniziativa che offre un sostegno scolastico di dopo scuola ai bambini stranieri e non, iniziativa autogestita da volontari che mettono a disposizione il loro tempo per facilitare il percorso scolastico a chi incontra oggettive , maggiori difficoltà.

Queste iniziative hanno visto come promotore e oggi come animatore Luigi Marconi (foto sotto), già Presidente del Consiglio Comunale, da sempre impegnato sul fronte dell’ integrazione e del riconoscimento dei diritti delle persone straniere che scelgono di vivere nel nostro paese.

L’ insegnamento della lingua italiana e il doposcuola, oltre alle finalità didattiche, danno la possibilità di sperimentare forme di aggregazione e di incontro che facilitano percorsi di integrazione e permettono di intrecciare positive relazioni umane che coinvolgono gli ambiti familiari.

Un’ esperienza positiva che attraverso il sistema educativo, l’apprendimento della lingua italiana, il sostegno nel percorso scolastico punta a fondare sulla conoscenza il rispetto tra le culture e il riconoscimento delle regole per una civile convivenza.

Con questa iniziativa a Porto Potenza è stato gettato e viene coltivato un seme di civiltà in un paese che si lascia troppo spesso incantare da slogan come “prima gli italiani“, utili solo ad alimentare egoismo ma non certo ad affrontare i problemi di un mondo in continua trasformazione e in crescente interdipendenza.

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