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A cura di Simona Ciasca e Paolo Onofri

POTENZA PICENA - Nell’autunno del 1938, il giorno 17 novembre (R.D.L. n.1728) il regime fascista in Italia emanò le famigerate leggi razziali contro gli ebrei.

Da quel momento tutti gli ebrei stranieri che si trovavano in Italia furono obbligati ad andarsene dal nostro paese, mentre per i cittadini italiani di religione ebraica si dettarono stringenti disposizioni in tutti i campi, da quello economico, a quello scolastico e professionale, tali da determinare per i cittadini di religione ebraica italiani la perdita della loro identità civile, sociale e politica.

Gli ebrei italiani non potevano: prestare servizio militare, esercitare l’ufficio di tutore, essere proprietari di aziende interessate alla difesa nazionale, essere proprietari di terreni e 2020 06 30 0002fabbricati, avere domestici ariani, non potevano essere assunti nelle amministrazioni militari e civile, nel partito (il PNF), negli Enti provinciali e comunali, nel Enti parastatali, nelle banche, nelle assicurazioni. Gli ebrei, inoltre, vennero esclusi dalla scuola italiana, università compresa.

In quel tragico anno 1938, prima della emanazione delle leggi razziali, lo Stato, tramite le Prefetture, aveva provveduto a fare un censimento in ogni comune d’Italia per verificare la presenza di cittadini di religione ebraica, sia stranieri che italiani, alla data del 22/08/1938.

Anche a Potenza Picena questo censimento venne completato e in quell’anno risultavano presenti nella nostra città due ebrei stranieri ed una di Ancona, inoltre vennero richieste informazioni anche su altri cittadini di Potenza Picena.

I due stranieri lavoravano come medici chirurghi all’Istituto Elioterapico “Divina Provvidenza” di Porto Potenza Picena.

Si trattava di un cittadino della Lettonia, il dott. Judelovich Juda di Lazzaro e di Gollery Sara e del dott. Reichenbach Bernardo, nato il giorno 20/06/1905 a Dragonaska (Polonia), tutti e due non iscritti al PNF. Il primo medico, al momento del censimento, risultava già andato via dall’Italia, mentre il secondo, il dottore polacco Reichenbach risultava che aveva richiesto una proroga al suo allontanamento dall’Italia al Ministero degli Interni.

In quel periodo risultava presente nella nostra città, sempre per motivi di lavoro presso l’Istituto Elioterapico “Divina Provvidenza”, anche se non residente, la signora Cesarina Volterra, di religione ebraica, figlia di Ezio e di Mondolfo Ilde, nata in Ancona il giorno 29/11/1912, iscritta al PNF.

Questa era, pertanto, la situazione della presenza degli ebrei stranieri ed italiani a Potenza Picena prima della emanazione delle leggi razziali volute da Benito Mussolini e firmate dal Re Vittorio Emanuele III.

Trai i tanti documenti del nostro archivio storico comunale troviamo molte disposizioni della Prefettura di Macerata che venivano inviate ad ogni singolo comune per la burocratica 03 DSC1573applicazione delle leggi razziali contro gli ebrei italiani, tra cui quella di non poter tenere domestici ariani ed il divieto ai comuni di fare acquisti da ditte i cui titolari erano ebrei.

Durante la guerra, dopo l’8 settembre 1943, Potenza Picena ospitò molti profughi provenienti dal tutta Italia, circa 1.000, in particolare provenienti da Livorno, Ancona, Roma e Trieste, oltre a molti provenienti da Porto Recanati e Civitanova Marche.

Tra questi profughi vi erano anche famiglie di ebrei: ne troviamo due provenienti da Trieste, i Morpurgo ed i Behar ed una da Ancona, i Coen-Ascoli, per un totale di n.13 componenti.

I Beahr, dopo la fine della guerra, nel 1945, vennero cercati a Potenza Picena da rappresentanti sia della comunità ebraica di Bologna che da quella di Ascoli Piceno.

I più anziani di Potenza Picena ricordano, inoltre, il caso di un cittadino di Roma, anche lui sfollato nella nostra città con una bambina ed una signora anziana, arrestato dai nazisti in quanto ebreo ricercato ed il cui vero nome era, secondo gli anziani di Potenza Picena, Samuele Funaro. Egli fu deportato in un campo di sterminio in Germania.

Storicamente nella nostra città la presenza di ebrei è documentata fin dal 1371 ed abitavano nel quartiere di Sant’Angelo, esercitando in particolare il credito nel Monte di Pietà. Secondo le ricerche del dott. Roberto Domenichini, nel Trecento a Monte Santo erano presenti circa 25/45 ebrei.

Nella nostra città non risulta la presenza di un ghetto ebraico, anche se oggi in Via Tripoli, l’antica C.da Orfanotrofio Vecchio, troviamo un portale di un’abitazione con simboli ebraici, risalente al sec. XVI, forse un tempo usata come sinagoga.

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