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A cura di Simona Ciasca e Paolo Onofri

POTENZA PICENA - A Potenza Picena, dal lontano 1956, si trova, in Viale Trieste, il Mulino Marzetti. Oggi è gestito dall’ing. Maurizio Marzetti, figlio di Costantino e di Fernanda Perroni e con lui collabora Marek (Marco) Czajkonski.
Il Mulino Marzetti di Viale Trieste, con Maurizio, è giunto alla terza generazione: aveva iniziato il nonno, Francesco Marzetti, proveniente da Mogliano, per tutti “Checco”, nel 1956. Francesco era nato a Francavilla d’Ete, nel Fermano, il giorno 02/10/1910, da Costantino e Teresa Polinesi, aveva sposato la sig.ra Margherita Marzialetti e dal loro matrimonio nacquero Costantino e Maria Teresa.

Francesco Marzetti aveva iniziato l’attività di mugnaio nel 1930, a soli venti anni, a Francavilla d’Ete, poi si era trasferito a Mogliano, dove gestiva, in società, il locale mulino. Nel 1965 è stato tra i fondatori della Pro Potenza Picena, con il presidente, il maestro Edgardo Latini.09 mulino marzetti

Il figlio Costantino, nato il giorno 23/03/1937, a Francavilla d’Ete, è entrato ad operare nel mulino di viale Trieste nel 1957, a venti anni e lo ha gestito fino alla sua scomparsa (04/11/2019), aveva sposato la sig.ra Fernanda Perroni e dal loro matrimonio sono nati Paola e Maurizio.

Costantino ha lavorato tutta la vita nel mulino, con passione, sacrificio e devozione, valori che lo hanno sempre contraddistinto e che gli sono stati riconosciuti nel 2002 dalla Camera di Commercio di Macerata con il conferimento della medaglia d’oro come “Premio di Fedeltà al Lavoro e Progresso Economico”.

L’attenzione nell’utilizzo dei cereali di primissima scelta e la qualità dei prodotti sono da sempre ciò che contraddistingue il Mulino Marzetti.

Le tradizionali macine in pietra vengono ancora oggi utilizzate anche per la macinazione di grani antichi autoctoni per ricavarne farine, semole e varie tipologie artigianali di pasta, trafilate al bronzo ed essiccate lentamente a bassa temperatura.

L’impegno costante degli agricoltori locali nella costruzione della filiera garantisce che tutti i cereali utilizzati provengano esclusivamente dal nostro territorio.

Prima dell’arrivo di Francesco Marzetti, il mulino di Viale Trieste era gestito dalla famiglia Virgili: Giuseppe, Paolo ed Alessandro, figli di Luigi, quest'ultimo originario di Villa Potenza di Macerata. I Virgili prima di gestire il mulino di Viale Trieste, avevano gestito un altro mulino, in Viale don Bosco, vicino all’edicola della “Madonna delle Lacrime” o “del Pianto”.10 mulino marzetti

Andando a ritroso, nei primi anni del Novecento, il mulino di Viale Trieste era stato gestito dalla famiglia dei De Angelis, famiglia storica di mugnai.

La casa annessa al mulino era stata costruita nel 1912, il mulino dopo la fine della prima guerra mondiale.

I De Angelis erano tre fratelli mugnai: Alberto, Lorenzo ed Oreste, figli di Pio e di Maria Michelini. I primi due, Alberto e Lorenzo, operarono nel mulino di Viale Trieste, mentre Oreste aprì un mulino a Porto Potenza Picena, poi gestito da Moscatelli ed infine da Mei.

I De Angelis avevano un quarto fratello sacerdote, don Dante De Angelis, agente bancario, che viveva a Porto Potenza Picena con il fratello Oreste. Il padre dei tre mugnai De Angelis, Pio, nel censimento della popolazione di Potenza Picena del 1871, era già presente nella nostra città ed abitava in c/da Pisciarello, insieme ad un suo cugino Rinaldo, tutti e due mugnai. Pio era nato a Recanati da Giuseppe.

11 mulino marzettiUn altro De Angelis, Giuseppe, figlio di Eugenio, nel censimento del 1931 risulta presente nella nostra città come mugnaio, abitava in c/da Molino Gatti ed aveva un fratello di nome Pietro.

Prima dell’utilizzo dell’energia elettrica, l’attività molitoria dei cereali era operata con mulini azionati ad acqua, nel caso di Potenza Picena questi mulini utilizzavano l’acqua del vallato, presa dal fiume Potenza.

Il più antico mulino ad acqua è stato quello chiamato del Molino Vecchio, citato nel catasto Federici del 1765, di proprietà della comunità di Monte Santo, successivamente è entrato in funzione il Molino Gatti, sempre utilizzando l’acqua del vallato.

In questi due mulini alimentati dall’acqua del vallato entrarono in funzione anche le centrali elettriche.

Quella del Molino Vecchio era gestita da Francesco Mancini, il nonno di Mario Bartoli, quella del Molino Gatti da Giuseppe Sposetti.