di Tommaso Gaballo, Consigliere Comunale del Gruppo Idea Futura

POTENZA PICENA - L’atteggiamento accusatorio e sulla difensiva assunto dall’Assessore Palmiero e dal Sindaco Tartabini con il loro comunicato stampa è proprio ciò che non serve per risolvere il problema sicurezza a Potenza Picena.

Nella mia nota stampa, che i due esponenti della Giunta hanno evidentemente letto distrattamente, non vi era alcuno spunto polemico ed anzi affermavo che Sicurezza e Legalità sono un patrimonio comune, assicurando la piena collaborazione del gruppo consiliare di minoranza su questi temi.karab 8

Purtroppo dispiace constatare che a fronte di questa apertura dalla minoranza l’Amministrazione risponda facendo muro, innescando loro stessi una polemica nella quale non intendo minimamente seguirli, data la rilevanza del tema trattato.

Mi limito a replicare che non è minimizzando i problemi che gli si trova una soluzione, e che la valutazione ottimistica del Sindaco lascia perplesso me e credo anche la cittadinanza.

Di fronte ai fatti avvenuti nel corso del 2025 che citavo nel mio testo: rapine ai bancomat, retate antidroga in immobili di proprietà del Comune, arresti per spaccio, atti vandalici, accoltellamento e furti in appartamento, l’Assessore Palmiero risponde citando gli interventi in corso per la sistemazione degli impianti di videosorveglianza, non sapendo forse che alcune zone come il lungomare Marinai d’Italia ne erano già provvisti pur essendo rimasti rotti per anni.

Vanno benissimo gli interventi in corso per rafforzare il controllo del territorio, ma se questi non vengono affiancati da un’azione politica a più livelli non si risolve il problema alla radice.

In pieno spirito di collaborazione fornisco alcuni esempi. A seguito degli eventi del mese di Ottobre il Sindaco o l’Assessore hanno preso contatti con il Questore per il controllo dei pubblici esercizi?

Hanno contattato i vertici dell’Arma dei Carabinieri per chiedere l’implementazione degli organici delle due stazioni, anziché delegare questa valutazione all’Arma?

Si è pensato di sviluppare progetti con le scuole per diffondere la cultura della legalità?

Hanno preso iniziative per pesare il sentimento di sicurezza percepita e confrontarlo con quella reale derivante dalle statistiche?

Insomma il problema va affrontato nella sua globalità, e su questo nuovamente confermo la disponibilità della minoranza a collaborare fattivamente.