nota del Partito Democratico

POTENZA PICENA - È necessario fare alcune considerazioni su quanto asserito dal Presidente del Cosmari Paolo Gattafoni in merito alla presunta situazione critica che avrebbe ereditato dalle precedenti gestioni.

In riferimento all’entità dei fondi “oltre PEF”, ossia i crediti vantati verso i Comuni per i quali non sono state emesse le relative fatture, si rileva che la previsione era contenuta nel bilancio 2024 redatto e approvato dalla precedente amministrazione a gestione unitaria, il cui mandato è scaduto a luglio 2024.

Il precedente Consiglio di Amministrazione prendeva atto che l’esaurimento della discarica di Cingoli avrebbe generato incrementi di costi che andavano oltre le tariffe Arera.

La soluzione allora individuata, vista l’entità degli incrementi tariffari, era quella di procedere alla copertura dell’incremento dei costi per gli anni 2024 e 2025 con aumenti TARI di circa il 9% annuo, e di anticipare la differenza dovuta dai Comuni fino al pareggio dei costi di trattamento, i cosiddetti “oltre PEF”, pari a circa 14 milioni, ma ad una precisa condizione: attuare uno stringente cronoprogramma che avrebbe consentito di disporre dai primi mesi del 2026 della discarica di Cingoli ampliata e quindi di generare economie grazie ai minori costi abbancamento rispetto al resto della Regione, con la copertura a partire dall’anno 2026 fino al 2028 (termine concessione febbraio 2029).cosmari

In tal modo non si sarebbero avute ripercussioni sui bilanci comunali e quindi sulle tariffe ai cittadini, assicurando anche una soluzione compatibile con i programmi di investimento della società.

Questa strada richiedeva un cronoprogramma stringente e un impegno forte e concreto da parte del Cosmari, in primo luogo e, quindi, anche dell’ATA3 (provincia) per realizzarlo con la necessaria celerità.

In particolare venivano indicate delle linee di intervento al fine di poter disporre dell’ampliamento di Cingoli sin dall’inizio 2026 per contenere i costi nelle previsioni di bilancio e assicurare il graduale rientro dei fondi “oltre PEF” anticipati dalla società, senza ulteriori impatti e aumenti tariffari.

Esse riguardavano l’immediata presentazione alla Provincia del progetto autorizzativo dell'ampliamento di Cingoli, così da disporre del progetto entro l’autunno 2024. Invece il progetto è stato presentato alla provincia quasi 12mesi dopo! Questa è la realtà di come la nuova amministrazione presieduta da Gattafoni ha agito per affrontare l'emergenza!

Ma non solo. Sempre per assicurare la massima celerità il programma originario prevedeva intese con gli Enti coinvolti per accelerare i pareri e le procedure: la Provincia per le autorizzazioni e il Comune per gli accordi necessari al rilascio del suo parere favorevole. Il Cosmari avrebbe dovuto dal suo canto anticipare sia la fase della redazione del progetto esecutivo, anche nelle more del rilascio dell’autorizzazione, sia quella dell'appalto dei lavori sin dalla fase del rilascio dell’autorizzazione e dell'accordo con il Comune.

Ebbene l’amministrazione Gattafoni non ha fatto nulla di questo, ha ignorato l’accordo preventivo con il Comune da presentare poi all'ATA per la ratifica, non ha effettuato alcuna delle procedure accelerative previste, rinviando ogni decisione all'ATA, praticamente il porto delle nebbie, visto che ancora oggi non è stata assunta alcuna decisione sul sito della nuova discarica.

Se fosse stato seguito il programma indicato nel bilancio 2024, si sarebbe potuta attuare la previsione di disporre dell'ampliamento di Cingoli dal 2026 e si sarebbero contenuti gli incrementi tariffari annuali nei importi previsti secondo le previsioni ATA, senza alcuna integrazione dei comuni sulle somme anticipate dalla società. L'inadempienza dell’Amministrazione Gattafoni è sancita proprio dal bilancio preventivo Cosmari 2025.
In particolare in esso si rileva che:
1) l’ampliamento della discarica di Cingoli scivola a non prima del 2027. In realtà, bene che vada, se ne parla ad inizio 2028, con maggiori costi rispetto alla previsioni per oltre 5 milioni/anno;
2) gli aumenti del PEF previsti salgono a: 9,87% già applicato per il 2025; 8,50% per il 2026; 6,00% per il 2027;
3) i crediti oltre PEF salgono da Euro 21.760.141,35 del 2025 a 26.260.141,35 nel 2026 e a 24.069.141,35 nel 2027 (per effetto dell'apertura della terza vasca a Cingoli).
In realtà anche la previsione 3) è già stata superata dai ritardo di cui sopra da parte del Cosmari, in primis.

Il presidente Gattafoni sostiene che sta monitorando la situazione ma evidentemente gli sfugge che:
- la presentazione del progetto definitivo in provincia per l’ampliamento della discarica di Cingoli è avvenuta solo nel luglio 2025;
- i tempi burocratici richiesti per l’autorizzazione vanno da 240 giorni in su e oggi la procedura è appena iniziata;
- era essenziale per assicurare il parere favorevole del comune di Cingoli trovare un intesa preventiva con lo stesso Comune - prima ragionevolmente tra COSMARI e COMUNE, poi ratifica dell’accordo da parte ATA. Cosmari non ha fatto un passo in questo senso e tanto meno l’ATA;
- non c’è traccia di anticipo di redazione del progetto esecutivo né, tanto meno, dell’affidamento anticipato dell’appalto sotto riserva di autorizzazione dei lavori;
- è stata inserita da questo CdA una voce ulteriore passiva dovuta alla scelta di abbandonare la produzione di biogas dall'organico e dai costi di trattamento di oltre il 50% dell’organico fuori regione a causa della conseguente necessità di ristrutturare il vecchio impianto di compostaggio: decisione che rasenta l’assurdo tutta in capo a questa amministrazione.
Altro che monitorare la situazione egregio presidente Gattafoni, lei sta affossando la società!!!

In conclusione parlare di una situazione catastrofica non è affatto da visionari, anzi purtroppo è molto probabile che i Comuni debbano nel triennio raddoppiare la TARI e allora si completerà forse il disegno, oggi riservato, di far arrivare il privato risolvitutto.

Questa è la differenza tra i programmi delle gestioni precedenti e quella attuale monocolore di destra, che porta totalmente la responsabilità della mancata attuazione delle previsioni originarie inserite nel bilancio 2024.
Presidente, non giochi allo scaricabarile per sottrarsi alle sue responsabilità e giustificare la destra incapace che le ha conferito l’incarico grazie alla sua fedeltà politica.

È inutile tentare di minimizzare o cercare di far ricadere su altri colpe e ritardi di ciò che avverrà.
Purtroppo l’amara verità è che a fare le spese del pressappochismo della sua gestione e dell’ignavia della destra saranno i cittadini e la stessa società che rischia di essere travolta dalle sue inadempienze ed inefficienze.

Aggiungiamo solo che è veramente arduo commentare la presa di posizione dell’esponente della Lega Buldorini che sostiene che non ci saranno ulteriori aumenti della TARI, perché sono i dati ufficiali del bilancio COSMARI 2025 a sbugiardarlo clamorosamente :
- anno 2025 tariffa ATA3 + 9,87%, già approvato dall’ETC ed in vigore:
- anno 2026 più 8,50%, da approvare secondo il nuovo Metodo Tariffario Rifiuti, ancora non pubblicato da ARERA, che interesserà il quadriennio 2026-29;
- anno 2027 più 6,00% da approvare come sopra.

Infine, in relazione agli interventi dei coordinatori FdI e UDC Belvederesi e Antognozzi va ancora sottolineato che la scelta dei sindaci del centrosinistra di non entrare nel CDA è stata dettata solo dall’arroganza di questa maggioranza provinciale: sempre si era assicurato un equilibrio tra le forze politiche nella composizione dell’organismo, anche quando i rapporti di forza erano inversi il Cosmari veniva governato unitariamente. Hanno voluto stravolgere questa prassi che aveva assicurato negli anni stabilità e concretezza nell’azione amministrativa, e oggi ripetono con grande sfacciataggine che la porta di servizio è aperta. Non è una proposta ma una provocazione.
Se sono interessati al futuro della più grande azienda pubblica della provincia abbiano il coraggio di azzerare la situazione e aprano un confronto vero per un progetto di governo condiviso per rilanciare il Cosmari: gli amministratori di centrosinistra sono pronti ad assumersi le proprie responsabilità per il bene della società.