nota del Circolo FdI

POTENZA PICENA - C’è un punto, in questa vicenda, che pesa più di ogni sequestro e più di ogni arresto, e che merita di essere messo al centro del racconto pubblico: il coraggio solitario di una madre.

Una donna che ha scelto di spezzare il ricatto morale e criminale che teneva in ostaggio suo figlio, decidendo di denunciare. Un gesto tutt’altro che scontato, perché opporsi allo spaccio significa esporsi, rompere il silenzio comodo, affrontare la paura senza alcuna garanzia di protezione immediata.96512 OPERAZIONE POTENTIA NOVE ARRESTI PER SPACCIO DI TROGA TRA LE MARCHE E LA CALABRIA 1769087860 848x400

È da lì che l’operazione “Potentia” ha preso forma: non da un algoritmo, non da una casualità investigativa, ma da una coscienza civile che ha rifiutato di voltarsi dall’altra parte.

Un elemento che assume un peso ancora maggiore se letto nel contesto più ampio delle recenti operazioni condotte sul litorale maceratese, dove, proprio in queste ore, è emersa l’ennesima conferma di quanto il traffico di stupefacenti non conosca confini locali né improvvisazione, ma risponda a strutture organizzate, ramificate e di respiro sovranazionale.

Questa storia ci ricorda che la droga non è un fenomeno marginale né folkloristico.

Attraversa famiglie, professioni, comunità apparentemente tranquille. E prospera proprio dove il silenzio diventa complicità, dive l’abitudine all’illegalità finisce per essere scambiata per normalità.

Per questo il ruolo dei cittadini è decisivo.

La legalità non è un concetto astratto né uno slogan buono per le ricorrenze: è una responsabilità quotidiana che, talvolta, chiede scelte scomode, esposte, non più rinviabili.

Senza quel primo atto di rottura, nessuna indagine – per quanto complessa e articolata – avrebbe potuto prendere avvio.pot1

È il messaggio che il Circolo di Fratelli d’Italia ha voluto richiamare anche con l’iniziativa “Oltre la polvere” (nella foto in basso un momento dell'incontro): andare oltre la superficie rassicurante, oltre l’emergenza trattata a intermittenza, per affermare una cultura della responsabilità, della prevenzione e della vigilanza civile.

In questa prospettiva, appare quanto mai opportuno valutare con favore l’istituzione nelle Marche di una sezione della Direzione Investigativa Antimafia: una struttura interforze ad alta specializzazione, capace di leggere i segnali prima che diventino macerie, e di rappresentare un presidio strategico stabile a tutela del territorio e della comunità.

Perché senza il coraggio dei singoli, e senza istituzioni adeguate a sostenerlo, la polvere si deposita. 

E sotto quella polvere, la criminalità continua indisturbata a prosperare.

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