RECANATI – Lucio Magri è stato sepolto vicino all’amata moglie Mara. Il feretro è arrivato dalla Svizzera (lì il leader e fondatore del Manifesto aveva dato corpo al suo desiderio di togliersi la vita con il suicidio assistito, legale nella Confederazione Elvetica) poco prima delle 12. Ad attenderlo nel piccolo spiazzo-sentiero una settantina di persone, almeno un centinaio invece nascoste intorno, tra le cappelline, stante la ristrettezza del luogo che Lucio Magri aveva scelto per riposare.

C’erano gli on.li Luciana Castellina, Valentino Parlato, Valerio Calzolaio, Carlo Latini, figure che diedero vita al Manifesto, ed inoltre Massimo Serafini, Nazareno Re. Ed è toccato all'on.le Famiano Crucianelli leggere l’ultima lettera scritta da Magri agli amici.

"Ciò che desidero e spero di meritare qui e ora è unicamente uno sguardo affettuoso, o almeno amichevole rivolto ad una coppia di innamorati sepolti in un piccolo cimitero, insieme".

Questo il post scriptum della lettera di Lucio Magri che è stata letta in occasione della tumulazione dell'intellettuale e uomo politico, accanto alla moglie Mara. (il testo integrale della lettera, dopo le foto)

Una cerimonia sobria al cimitero di Recanati, così come richiesto da Magri.

Sulla bara di Magri, una bandiera rossa, quella del PDUP.

La bara è stata posta accanto a quella di Mara, morta di cancro tre anni fa.

"Il desiderio di sdraiarmi accanto a Mara - è scritto nella lettera di addio di Magri - per dimostrarle che l'amo come e più che mai, e dimostrare che la morte è stata capace di spegnerci, ma non di dividerci".

Le note della Messa da Requiem di Mozart per il saluto finale.

In forma privata ha anche partecipato il sindaco, Francesco Fiordomo.

La lettera di Lucio Magri:

La mia morte è cominciata da tempo. Quando Mara è scomparsa ha portato via con sè tutta la mia voglia di vivere, ed ero già pronto a seguirla. Lei lo ha intuito e in extremis mi ha strappato la promessa di portare a termine il lavoro che avevo avviato negli anni della sua sofferenza e che in altro modo era anch’esso in punto di arrivo.

La promessa è più un atto di amore, il regalo di un tempo supplementare. Era uno stimolo e un aiuto per dare una conclusione degna al destino che ci aveva fatto casualmente ma più volte incontrare e poi dato tanti anni di felicità totale. Era anche un appuntamento, o almeno così lo ho vissuto ogni giorno. Ora posso dire che la promessa la ho mantenuta al meglio che potevo. Il libro è stato pubblicato anche in Spagna, Inghilterra, Argentina e Brasile.

Nel lungo e doloroso intermezzo ho avuto modo non solo di riflettere sul passato ma anche di misurare il futuro. E mi sono convinto di non avere ormai nè l’età, nè l’intelligenza, nè il prestigio per dire o per fare qualcosa di veramente utile a sostegno delle idee e delle speranze che avevano dato un senso alla mia vita.

Intendiamoci, non escludo affatto che quelle idee e quelle speranze, riformulate, non si ripresentino nella storia a venire: ma in tempi lunghi e senza sapere come e dove. Comunque fuori dalla mia portata.

Per tuto ciò mi pare legittimo, anzi quasi razionale soddisfare un desiderio profondo che anzichè ridursi, cresce. Il desiderio di sdraiarmi a fianco di Mara per dimostrarle  che l’amo come e più che mai, e dimostrare che la morte è stata capace di spegnerci, ma non di dividerci. Può essere solo un simbolo, ma non è poco.”.

A seguire, un post scriptum, in cui Lucio Magri chiedeva di evitare cerimonie funebri, rimembranze e giudizi dettati dall’occasione, ma “semplicemente uno sguardo affettuoso, o almeno amichevole, rivolto ad una coppia di innamorati sepolti in un piccolo cimitero, insieme“.