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RECANATI – Tornano ad avere una sala dedicata le splendide ceramiche di Rodolfo Ceccaroni (nelle foto in immagini dal libro Recanati 1940-1970, Storia, Costume, Società di Fabio e Roberto Buschi).

Cecca2Le ceramiche, ben 172, vennero donate al comune di Recanati con atto autografo del ceramista, redatto il 1 maggio 1981, ed il 31 agosto 1982 vennero esposte temporaneamente nella Sala degli Stemmi in attesa di trovare uno spazio nell’allora sede museale all’interno dal palazzo comunale. Ceccaroni aveva espresso la volontà di mantenere però le opere in casa fino alla sua morte.

Tale acquisizione, venne sottolineato, avrebbe accresciuto notevolmente in futuro la conoscenza sia dell’artista che delle caratteristiche, delle usanze e dei costumi della nostra terra tanto mirabilmente riflessa in quel “racconto” lungo quasi un secolo, quale è stata l’attività ceramica di Rodolfo Ceccaroni.Cecca1

Le ceramiche donate finirono poi, alla morte dell’artista nel 1983, in un allestimento nelle sale museali del tempo in comune, che però non ebbe mai la dovuta valorizzazione. Poi con l’avvio del trasferimento dei musei nella sede di Villa Colloredo, finirono nel’oblio ….. Eppure in tanti ricordano ancora (ignorandone però la grandezza artistica) la figura di quel minuto omino avanti con l'età a passeggio per via Roma, sempre il primo a salutare chiunque incontrasse.

La famiglia dopo anni di silenzio ha chiesto che venissero rispettate le volontà testamentarie di Rodolfo Ceccaroni, reclamando la decadenza dell’atto e la restituzione delle opere visto il difetto del comune.

Ora queste opere, dopo anni di “buio”, e questo rende più affascinante l’attesa, da sabato 15 settembre torneranno ad essere visibili nello speciale allestimento permanente creato nei musei di Villa Colloredo in un’apposita sala.

Nato nel 1891 a Recanati da nobile famiglia, terminati gli studi artistici a Roma, presso l'Accademia di Belle Arti, e dopo alcune esperienze come ceramista in varie manifatture di Grottaglie, dove si occupa anche di didattica, e Sesto Fiorentino, nel 1919 allestisce nelle cantine del suo palazzo gentilizio Cecca3PalazzoCeccaroni(nella foto a sx) a Recanati, un laboratorio di ceramica (è tuttora integro e se fosse possibile visitarlo ..... sarebbe una seconda mostra) e si dedica alla sua arte intrisa di sentimento religioso e popolare sviluppando i temi a lui cari del lavoro dei campi, lo svolgersi delle stagioni, le feste religiose, le cronache popolari, in uno stile personale poco influenzato dai movimenti artistici della sua epoca.

Nel 1923 partecipa alla Mostra di Monza con alcuni lavori di sapore innovativo e nel 1936 è presente alla VI^ Triennale di Milano. Scarse sono le notizie biografiche su questo autore sensibile e schivo: negli anni Cinquanta ha bottega a Recanati, in provincia di Macerata, a via Roma 14 dove produce maioliche (nella foto a dx il suo "marchio") moderne e tradizionali, spesso pezzi unici, piatti da muro, mattonelle decorative e vasi. Partecipa a numerose edizioni del Premio Deruta ottenendo riconoscimenti nel 1954, '60, '63 e '71.

Nel 1981, già novantenne ma ancora attivo, gli viene dedicata una mostra al Museo della Ceramica di Faenza. Rodolfo Ceccaroni muore a Recanati nel 1983. Molte sue opere sono conservate nel  Museo Pinacoteca della Santa Casa di Loreto e nel Museo della Ceramica di Faenza.

l'atto di donazione autografo

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un'opera di Ceccaroni

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