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RECANATI - La sua sepoltura è un giallo. Ora c'è chi vuole andare fino in fondo ben sapendo Casa Leopardi e la città di Recanati sono contrarie adombrando un gravissimo oltraggio a un mito della poesia.

Primi firmatari di una petizione promossa dal Comitato Nazionale per la Valorizzazione dei Beni Storici Culturali Artistici (vedi testi a fondo articolo), la ricercatrice Loretta Marcon (autrice di una pubblicazione sulla sepoltura di Leopardi) ed il regista Silvano Vinceti che da anni si interessa di esumazioni di importanti personaggi a fini divulgativo documentaristici, e non ha mai mollato su quelli del poeta dell'Infinito.La tomba di Leopardi

Riprende dunque corpo l'ipotesi di riesumare i presunti resti del poeta al Parco Virigiliano (nelle prime due immagini)  per stabilirne, una volta per tutte grazie all'esame del Dna, la reale attribuzione (ma se Casa Leopardi dice no con chi avverrebbe la comparazione?),

Il poeta de "L'infinito" morì il 14 giugno del 1837 in una Napoli profondamente colpita dal colera.

Per questo i corpi dei defunti erano gettati per precauzione in una fossa comune insieme a quelli degli appestati.

Un destino a cui Leopardi sarebbe stato sottratto grazie alla premura dell'amico Antonio Ranieri, che si impossessò delle spoglie mortali e le fece trasferire in una tomba nella Chiesa di San Vitale, a Fuorigrotta (a Recanati nei pressi del Centro Nazionale Studi Leopardiani esiste il sacello traslato e rimontato, terza e quarta foto).

2638297325 3b146fb46a z 600x450Tuttavia i documenti dell'epoca hanno sempre smentito questa tesi recando come luogo di sepoltura ufficiale il camposanto colerico.

I dubbi non sono mai stati sciolti, tanto meno da Ranieri, che avrebbe addirittura impedito un esame dei resti per arrivare a un'identificazione certa, arrivando a proteggere il loculo marmoreo del poeta con una recinzione in ferro.

Nel 1900 ci fu già una riesumazione sotto la supervisione dell'allora senatore Filippo Mariotti. L'equipe tecnica stabilì che i resti fossero difficilmente attribuibili a Leopardi e questo non mancò di suscitare polemiche.

Ma tutto si risolse nel 1939 quando i presunti resti del poeta furono trasferiti accanto alla tomba (simbolica) di Virgilio a Posillipo, nel parco delle Rimembranze.

Si convenne allora, per volontà congiunta dei comuni di Napoli e di Recanati (quest'ultima città natale di Leopardi), che i resti di un grande poeta sono nel messaggio di poesia che ha lasciato.

Anni fa il regista Silvano Vinceti e l'archeologa tedesca Anché Wincop tentarono di convincere Casa Leopardi e il Centro Nazionale Studi Leopardiani ad appoggiare l’iniziativa. Secco no di ambedue con Casa Leopardi che si disse certa che quei resti non erano del loro avo.

Di fronte ai ripetuti dinieghi a che un mito della poesia e della cultura mondiale non dovesse essere oltraggiato ora si pone questo comitato che scrive anche a Casa Leopardi.

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L'iniziativa del Comitato.

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