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RECANATI - Lo scaffale dedicato ad ospitare le opere di Adrian Bravi si prepara la prossima settimana a fare spazio all'ultima creazione della feconda vena dello scrittore argentino.

Adrián N. Bravi è nato a Buenos Aires, vive a Recanati e fa il bibliotecario. Nel 1999 ha pubblicato il suo primo romanzo in lingua spagnola, Rio Sauce, dopo alcuni anni ha iniziato a scrivere in italiano.

Tra i suoi libri si ricordano: Restituiscimi il cappotto (2004), La pelusa (2027), Sud 1982 (2008), Il riporto (2018), L’albero e la vacca (2013), L’inondazione (2015), La gelosia delle lingue (saggi, Eum, 2017) e L’idioma di Casilda Moreira (2019). COPERTINA alta risoluzione

Le storie delle levitazioni di Anteo Aldobrandi sono iniziate in un modo del tutto incidentale, quando aveva compiuto da poco quattordici anni. Si trovava nella sua stanza, seduto su un cuscino, davanti a un tutankamino con il dito di suo padre dentro. D’allora non ha mai smesso di sperimentare quella forza cosmica che lo tirava su.

In genere, quando levitava, si rialzava di poco, perché, questo l’ha capito subito, l’importante non è quanto uno riesca a staccarsi da terra, ma riuscire a staccarsi e a mantenere una propria stabilità. Cinque centimetri o due metri sono la stessa cosa, per questo a lui, che era un tipo abbastanza morigerato, bastavano quei cinque o dieci centimetri canonici per farsi la sua levitatina in santa pace.

Un giorno, però, ormai quarantenne, un postino gli consegna una busta verde pastello con una denuncia dentro. Da quel giorno Anteo Aldobrandi comincia a fare i conti con una realtà che lo schiaccia sempre di più.

Prova a fare di tutto per levitare, ma fallisce in ogni tentativo. Perché il levitare è un’attività solitaria, che richiede una certa tranquillità, contro la quale invece congiurano le buste verdi pastello che continua a recapitargli il postino (per giunta impiccione), le convocazioni dall’avvocato, il cane da badare, l’assurdità delle accuse.

Le buste verde pastello, che continueranno ad arrivargli una dietro l’altra, lo legheranno sempre più a terra.

Senza capire il motivo delle accuse dovrà vedersela con la giustizia e affrontare un processo penale che lo porterà davanti a un giudice.

Un incubo che fa un po’ ridere, come a volte sembra essere la vita, raccontato con leggerezza delicata e una limpida prosa.