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RECANATI – Oggi di fronte al notaio incaricato dell’asta di Villa Gigli, base da 8 milioni di euro e rilanci di 100.000 minimo, saranno aperte le buste eventualmente pervenute.

In caso di un’assegnazione, il notaio dovrà infornare il Ministero dei Beni Culturali che avrà due mesi di tempo per esercitare eventualmente il diritto di prelazione sul bene che risulta vincolato dalla Sovrintendenza.

Nel caso non sussistessero manifestazioni d’interesse l’asta sarà ripetuta fra qualche mese, ovviamente per una cifra inferiore agli 8 milioni di euro originari.

Qualunque sia l’esito odierno il sindaco di Recanati, Bravi, si prepara a convocare un tavolo tecnico con i colleghi di Loreto e Porto Recanati per un’azione comune di sensibilizzazione più coordinata sul MIBAC che non si era potuta concretizzare prima in quanto la notizia dell’asta era arrivata nel pieno della crisi di governo a Roma.

La villa, costruita nel 1927, con parco ed annessi, insiste in parte nei comuni di Loreto e Recanati, a poche decine di metri dal confine dei due comuni con Porto Recanati.

Tre comuni che hanno un legame con la vita di Beniamino Gigli e che guardano alla villa, un vero museo essendo rimasta all’interno ed esterno all’origine, quasi un museo, come possibile centro studi lirici, sede di manifestazioni in una gestione che coinvolga le tre amministrazioni in una operazione di fruizione pubblica turistico/culturale.

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