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RECANATI – La firma su una procura speciale a donare posta da un anziano ha messo nei guai giudiziari il notaio Roberto Morbidelli, prossimo alla pensione, che è stato condannato a 3 anni per falso ideologico in atto pubblico e a corrispondere una provvisionale di 5000 euro in favore della parte lesa, la figlia del donante.

L’avv. Paolo Maggini, che tutela il professionista, ritiene il suo assistito finito nel tritacarne di una faida familiare.

Tutto prende avvio nel 2015 quando Morbidelli si reca in ospedale al capezzale di un 83enne dove alla presenza della moglie e di un figlio l’anziano autorizzava la donna a disporre delle sue proprietà, nello specifico immobili e terreni per un valore di mezzo milione di euro. Poche settimane dopo l’anziano spirò.notaio

Ma appena due giorni dopo la firma del primo atto, la donna aveva effettuato una donazione in favore dei figli del figlio.

Accade però che fuori regione risiede una figlia che era all’oscuro di tutto la quale apprende degli atti sottoscritti solo quando un istituto di credito la contatta per apporre la sua firma su alcuni documenti.

La donna a quel punto si è rivolta ad un legale, l’avv. Cardia, ed ha denunciato il notaio Morbidelli per circonvenzione d’incapace sostenendo che la firma fosse stata apposta da un soggetto in stato di demenza conclamata, depositando una perizia psichiatrica.

Perizia contestata invece dalla difesa con una propria consulenza nella quale si dichiarava che l’uomo era in grado di intendere e volere. Sempre la difesa ha prodotto il fatto che sempre l’anziano aveva firmato prima dell’atto contestato un atto di donazione alla figlia, specificando inoltre che sui beni oggetto della donazione successiva era invece in corso una trattativa tra i congiunti.

Per il giudice invece sono sussistiti elementi tali da emanare la condanna.

Una volta depositata la sentenza, Morbidellli ricorrerà in appello anche perché prossimo alla pensione, e senza avere mai avuto contestazioni, vuole chiudere la carriera senza macchie.