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RECANATI – Dopo la panchina rossa realizzata lo scorso anno a Castelnuovo, a fianco della chiesa, questa mattina ne è stata inaugurata una ai giardini pubblici, a fianco della sede dell’ARCI che in collaborazione con comune e Sportello Antiviolenza ha promosso l’iniziativa che ha visto la partecipazione di una folta rappresentanza di studenti e scolari.

Nell’occasione dalle finestre del Liceo sono stati posti drappi rossi e alcune rose su una ringhiera.

Tania Paoltroni, Presidente del Consiglio Comunale, nel suo intervento di apertura ha sciorinato i dati di questi primi 11 mesi del 2021: il Centro Antiviolenza di Recanati istituito dal comune in un locale protetto dell’Ospedale “S. Lucia” ha accolto e sostenuto 54 donne, madri a loro volta di 57 bambini che sono stati a loro volta vittime di violenza assistita.park8

Le donne seguite hanno tra 17 e 70 anni, 46 sono italiane.

Delle 54, 33 hanno figli che per la situazione di violenza cui hanno assistito sono stati per loro strutturati percorsi di tutela e protezione specifica.

"Le motivazioni per cui le donne si sono rivolte allo sportello -ha commentato la Paolroni nel suo intervento- vanno dalla necessità di avere informazioni legalie pratiche circa la loro situazione, al bisogno di trovare uno spazio dove poter portare il proprio disagio e la propria sofferenza, sino alla necessità di denunciare di essere, o essere stata, vittima di violenza psicologica, stati di isolamento sociale e lavorativo, umiliazioni, violenza fisica, violenza economica, stalking. Sono state fatte anche valutazioni del rischio di recidiva e di escalation dei comportamenti maltrattanti, per poter procedere con una strutturazione in rete di progetti realmente tutelanti la donna e i suoi figli".

"In alcuni casi- ha spiegato la Presidente del Consiglio Comunale- è stato effettuato un invio ai Centri Antiviolenza Provinciali, in altri è stata attivata una rete di protezione territoriale. In alcuni ha avvitao un percorso con l'operatrice dello sportello. In sempre più casi la donna aveva richiesto il sostegno già negli anni precedenti e nei mesi in questione si è proceduto a dare continuità al lavoro precedentemente avviato".

Recanati, Porto Recanati, Cingoli, Osimo, Montefano, Potenza Picena, Castelfidardo, Porto Sant’Elpidio le località di provenienza delle donne vittime di violenza che si sono rivolte al centro, coordinato dalla criminologa recanatese Margherita Carlini.

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