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RECANATI - Il 25 giugno presso la Libreria Passepartout (18:15) sarà di scena ‘’A nudo. Voci di donna senza filtro’’. Primo trittico di immagini e parole in tour per le Marche che racconta un genere liberandolo dagli stereotipi.

Protagoniste la scrittrice Elisabetta Pieragostini, la poetessa Marina Baldoni e l’artista Gaia Benedetti Perinetti Casoni

Poesia, narrativa e arte schiudono un universo in cui gli schermi e le verità dei gesti della femminilità si nutrono di un viscerale ed accorato inno all’amore e superano lo spessore fasullo della confezione per aspirare a un’autenticità al contempo sensuale ed ineffabile. Sono i contenuti del primo format letterario-visivo in tre atti in grado di accogliere prosa, lirica e vitale provocazione artistica.anudo

“A nudo. Voci di donne senza filtro” è una “tela d’autore“ dai colori vivissimi che racconta un genere e i suoi innumerevoli volti oltre gli stereotipi e i pregiudizi d’ogni epoca.

L’originale book-talk in tour nelle Marche, sarà di scena il 25 giugno (alla Libreria Caffè Passepartout, nel piazzale Patrizi di Recanati) e comprende la presentazione del romanzo “Potevi dirmelo prima” (Girardi Editore) una storia di mutazioni, incursioni delusioni e slanci con al centro la coscienza di un amore meditatamente incosciente, ideata dall’autrice, Elisabetta Pieragostini alla prima, intensa, opera.

La voce lirica di questo suggestivo trittico (Alogenuri d’Argento, Arcipelago Itaca Editore), possiede il tono d’una malinconia asciutta e priva d’enfasi che si rapprende nei versi densi, limpidi ed essenziali della poetessa Marina Baldoni, già vincitrice, nel 2018, del concorso “Poesia Immaginata” spin off del Premio Letterario Nazionale Paolo Volponi”. L’itinerario si compie, infine, muovendosi, quasi senza soluzione di continuità, dalla parola all’immagine, grazie all'artista Gaia Benedetti Perinetti Casoni, creative director e art director di fama nazionale, che ha deciso di esporre, per l’occasione, una selezione dei suoi scatti. Si tratta della proiezione del progetto “Marezzo” reportage fotografico di un’evoluzione intima e personale che s’incarna nelle sessioni performative di quattro donne in dialogo con le quattro fasi lunari. Ogni atto è privato e collettivo al contempo. Ciò che rigenera “resta” e “diparte” in tensione spirale nell’acrobazia evolutiva.