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RECANATI – Voce raffinata, intrigante, sensuale, provocatrice, grande padronanza della scena anche quando la regia del maestro Serenelli la vuole in platea, coinvolgente, a cantare e ballare.

Il Gigli Opera Festival scopre le grandi capacità del soprano del Teatro di Andorra, Jonaina Salvador, e i tanti “brava” esclamati dal pubblico non sono stati affatto casuali ma al culmine di quei passaggi in cui rappresentava gli ideali di passione e libertà di Carmen. Una esibizione convincente in cui la Salvador ha confermato le aspettative della vigilia con una voce duttile e sensuale.

Carmen/Salvador, una sorta di Don Giovanni in gonnella, ammalia Dario Ricchizzi, tenore dalla voce scura e potente, che veste i panni di Don Josè ed irretisce il torero Escamillo, interpretato da Giulio Boschetti, baritono dalla voce calda e brunita. Nelle vesti di Micaela, la sorella adottiva che Don Josè aveva intenzione di sposare, Hiroko Morita, voce armoniosa che si insinua nel dramma che da li a poco si concretizzerà.carmen5

Nel piccolo stato tra Francia e Spagna c’era molta attesa per questa esperienza italiana della Salvador tanto che la televisione andorena ha chiesto materiale per realizzare un servizio.

Il racconto di Carmen (l’opera di Bizet è tratta dalla novella omonima di Prosper Mérimée) affidato alla voce di Luca Violini che con pathos trascina il pubblico nel vortice di una storia dal tragico epilogo attraverso le vicende dell'amore di Don José, brigadiere dei dragoni, per la bella gitana Carmen, in una Spagna festosa e funebre insieme.

Una Carmen in cui il maestro Riccardo Serenelli ha voluto “sostituire” l’orchestra con due strumenti che più si associano all’atmosfera tzigana intorno alla quale ruota la storia: violino e fisarmonica.

E l’orchestra diventano, intorno al pianoforte di Serenelli (ma anche quando suoneranno tra il pubblico), Roberto Lucanero, alla fisarmonica, e Marco Santini, virtuoso violinista, due favolosi perfomer che il pubblico apprezza.

Per la Carmen di Bizet, nella rielaborazione creata dal maestro Riccardo Serenelli per la seconda serata del Gigli Opera Festival, si è registrato il tutto esaurito (700 posti a sedere) ed in molti hanno dovuto assistere appoggiati alle transenne o seduti sulle scalette che circondano il palazzo comunale, creando una sorta di effetto “loggione” al teatro all’aperto di piazza Leopardi con sfondo il palazzo di città.

Ora l’attenzione si sposta sulla programmazione invernale di VillaInCanto di cui il GOF è un format che ha tagliato il traguardo delle 13 edizioni.

Esordio tra i quadri del Lorenzo Lotto, dove i cantanti si esibivano nelle sale dell’Annunciazione o del Polittico al Museo di Villa Colloredo. Poi il fortunato passaggio al Teatro Persiani o nello scenario del cortile rinascimentale di Palazzo Venieri per un crescendo di qualità che ha poi portato il nome di Recanati, associato alla manifestazione, in giro per l'Italia

Tanti i nomi passati a Recanati e poi saliti alla ribalta dei grandi teatri lirici italiani ed internazionali.

Da quest’anno il Gigli Opera Festival si è gemellato con il Teatro di Andorra avviando una proficua collaborazione che solo la pandemia ha rallentato. La Salvador è presidentessa dell’Associazione Andorra Lirica con cui organizza una prestigiosa stagione.

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