RECANATI - "Alcuni farmaci per patologie particolari sono distribuiti esclusivamente dalle farmacie ospedaliere - ci scrive M. G., figlio di una paziente -. Si dà il caso che la farmacia dell’ospedale di Recanati è chiusa da anni e i pazienti devono recarsi periodicamente alla farmacia dell’ospedale di Civitanova Marche in orari dedicati, percorrendo almeno 50km tra andata e ritorno per raggiungerla".
"Oltre al danno economico, ecologico e di tempo - prosegue M. G., sapete quanto è scomodo per noi Recanatesi raggiungere Civitanova Marche, sia se si prende la scorciatoia interna delle montagne russe, o la SS16 passando per Porto Potenza Picena. Quasi tutti questi utenti hanno gravi patologie e nella maggior parte dei casi devono essere accompagnati o mandarci un familiare a ritirare il farmaco. Incontro spesso nella sala d’aspetto della farmacia concittadini che lamentano la stessa mia situazione. Di questo problema sono state messe a conoscenza le istituzioni cittadine a cui è stato proposto, non di riaprire la farmacia di Recanati, ma una organizzazione di distribuzione presso il punto salute dell’ospedale o altra unità operativa in modo che l’utente possa consegnarvi la ricetta rossa e dopo alcuni giorni passare a ritirare il farmaco come viene già fatto per altri pazienti cronici come i dializzati. Fino al mese di ottobre si potevano ritirare i farmaci per il fabbisogno di due mesi, da novembre la direzione ha dato la direttiva che si possono ritirare per un solo mese! Forse lo fanno apposta per esasperare i malati non avendo un minimo di empatia verso chi ha bisogno. Auspico che la direzione della AST3 riveda le decisioni prese ed ascolti le necessità dei pazienti, anche perché quanto viene proposto sarebbe a costo zero, tutti i giorni tra i due ospedali c’è un andirivieni di autisti che portano farmaci e materiali ai reparti ed ambulatori, ritirano prelievi etc. Le farmaciste di Civitanova avendo meno pressione allo sportello potrebbero con tutta calma preparare quanto richiesto nelle ricette".