RECANATI - The Muse Fam è una compagnia di arti visive e danza contemporanea che nasce con l’obiettivo di coniugare ricerca artistica, linguaggio del corpo e impegno sociale. Il lavoro della compagnia si concentra su temi come identità, inclusione, dialogo umano, fragilità e rinascita, utilizzando la danza come strumento narrativo ed emotivo accessibile a pubblici diversi. La compagnia lavora con giovani danzatori professionisti emergenti, promuovendo una visione dell’arte come spazio di crescita individuale e collettiva, capace di dialogare con il territorio, le istituzioni culturali e il mondo dell’educazione.
Lo spettacolo nasce da una rilettura contemporanea dell’universo shakespeariano, ispirandosi ai temi eterni dell’amore impossibile, del desiderio negato e delle maschere sociali. Attraverso danza contemporanea, immagini visive e una drammaturgia fisica, il progetto porta in scena una storia che parla al presente, interrogando lo spettatore su ciò che ancora oggi viene nascosto, represso o non detto. Il corpo diventa linguaggio, la scena uno spazio emotivo, la danza un mezzo per raccontare ciò che le parole spesso non riescono a dire.
Temi centrali: Inclusione e integrazione, Identità e libertà di espressione, Amore proibito e diversità, Maschere sociali e verità interiore, Dialogo emotivo e umano, Arte come strumento di crescita collettiva.
Il progetto è pensato per dialogare non solo con il pubblico teatrale, ma anche con istituzioni, scuole e comunità locali. Lo spettacolo si presta a:percorsi educativi e formativi per scuole secondarie di secondo grado; approfondimenti interdisciplinari (letteratura, educazione civica, educazione emotiva); incontri con la compagnia e momenti di confronto post-spettacolo. L’arte dal vivo viene proposta come strumento di riflessione, inclusione e partecipazione attiva.
Obiettivi del progetto: Valorizzare il territorio attraverso la produzione culturale; Avviare una tournée regionale e nazionale; Creare dialogo con teatri, amministrazioni e direzioni artistiche; Sviluppare collaborazioni future anche in ambito internazionale.
Michele Antonio D’Apote è un coreografo e direttore artistico che si è formato tra Italia e Stati Uniti grazie a maestri di rilievo internazionale.
Significativa l’esperienza al centro Città Campus di Roma per sviluppare le basi in danza, teatro e ricerca espressiva. Il suo linguaggio si consolida con lo studio dell’hip hop a contatto con figure leggendarie della scena newyorkese come Henry Link e Buddha Stretch. Un filo diretto con la cultura della street dance. A New York d’Apote approfondisce il suo percorso e ottiene la certificazione di merito come allievo del Broadway Dance Center.
Parallelamente l’artista coltiva la danza contemporanea e la ricerca sul movimento con mentori come Salim Gauwloos, Derek Mitchell e Ryan Daniel Beck, che contribuiscono a definire la sua maturità scenica.
La formazione include la dimensione teatrale e vocale, con studi di doppiaggio con Roberto Pedicini e Christian Iansante, e la dimensione fisica e aerea, approfondita attraverso il lavoro circense e la danza aerea al Circo Orfei. A Milano avviene il primo contatto con la danza fisica e teatrale del mondo Kataklò, proficuo per ampliare la sua visione performativa.
Oggi, come fondatore e direttore della compagnia The Muse Fam, D’Apote porta in scena una danza emotiva e narrativa, che fonde tecnica urban, contemporanea e teatro fisico, distinguendosi per una forte identità artistica e per l’attenzione alla formazione dei giovani danzatori.
Alcune considerazioni del regista Michele Antonio D’Apote.
“The Muse Fam nasce dal percorso di giovani ballerini che vivono la danza come una scelta di vita. Ragazzi che studiano fino a 20 ore a settimana, partecipano a competizioni nazionali e si formano attraverso stage formativi. La loro preparazione è trasversale: danza classica, moderna, contemporanea, hip hop, danza aerea, acrobatica, teatro e teatro fisico. Un bagaglio ampio che permette di costruire un linguaggio espressivo personale e riconoscibile. Dopo numerosi riconoscimenti è nata l’idea di dar vita alla compagnia. Una realtà professionale per qualità tecnica, disciplina e visione. The Muse Fam riunisce giovani artisti che scelgono di prendersi sul serio, crescere insieme e portare in scena storie che parlano alle persone, unendo danza, teatro e arti visive in un linguaggio autentico e contemporaneo".
- Perché un giovane dovrebbe vedere questo spettacolo?
“Il linguaggio è quello dei giovani, con il corpo, la voce, i gesti, le luci, i colori e una scenografia coinvolgente. Le coreografie mirano a incuriosire, alternando energia e momenti più intimi, così che lo spettatore non sia mai passivo. È uno spettacolo fatto da giovani per i giovani: chi guarda può identificarsi in chi è sul palco. Si parla di adolescenti, di chi ha già capito cosa fare e chi è alla ricerca di sé, di chi fatica a esprimere le emozioni. In molti possono vivere queste dinamiche. Il messaggio è diretto, il talento senza impegno non basta, ma quando passione e disciplina si incontrano, il palco diventa possibile. Proprio per questo ho scelto interpreti giovani, adatti a rafforzare l’idea”.
- Cosa può dare a livello sociale?
“Ricorda che l’arte è viva, vicina, accessibile. Non distante o elitaria. Il nostro approccio unisce linguaggi contemporanei e sensibilità nuove, parlando alla generazione di oggi. Vogliamo avvicinare i ragazzi alla cultura e all’espressione artistica provocando emozioni senza filtri. Il messaggio deve arrivare chiaro, autentico, umano. Quando un giovane si emoziona davvero l’arte ha già fatto il suo lavoro”.
- L’idea di base?
“Lo spettacolo ha preso forma dal desiderio di lavorare su Leopardi. La mia curiosità mi ha poi condotto verso Shakespeare. Sono rimasto rapito dalla sua figura e dalle teorie che lo descrivono come identità complessa, forse condivisa, in cui emerge anche il nome del lessicografo John Florio. I Sonetti mi hanno aperto un mondo: molti sono rivolti a un uomo, con un linguaggio intimo, delicato, profondamente emotivo. Da qui la riflessione su un possibile amore vissuto, nascosto ma reale. Ho avvertito una scintilla, la suggestione che Romeo e Giulietta fosse il riflesso di un’esperienza personale. Immagino un amore celato nella poesia e nel teatro. Forse Shakespeare non poteva parlarne apertamente. Lo faremo noi! Con il corpo, la voce, la scena”.
CAST ARTISTICO
William Shakespeare — Jacopo Sergi
John Florio — Alessandro Rombini
Madre William / Verona — Angelica Rotelli
Madre John — Amanda Sota
Mercuzio — Giada Raschia
Frate Lorenzo — Jorica Serenelli
Balia — Ludovica Perna
Lavinia — Rosa Oliviero
Tebaldo — Rachele Melone
Interpreti: performer di danza contemporanea e teatro fisico