RECANATI – Dopo aver reso noto la squadra che concorrerà al rinnovo del Consiglio di Amministrazione della BCC, il candidato presidente, Gabriele Brandoni, l’ha presentata nel corso di un punto stampa in cui sono state illustrate le linee programmatiche della coalizione che contenderà la governance dell’istituto di credito alla presidenza uscente Pizzirusso.
Il 18 aprile saranno quasi 4600 i soci chiamati alle urne al Centro Fiere di Villa Potenza, molti con delle deleghe in tasca, massimo due, un aspetto questo che ha trovato, per le modalità di validazione, il dissenso del gruppo Brandoni, contestando che il presidente uscente e candidato avrebbe dovuto mantenere imparzialità e astenersi dall’essere l’unico ad autenticare le firme mentre del vecchio Cda, nessuno è stato indicato, tantomeno un rappresentante della lista concorrente dove non può passare inosservato che tre consiglieri (Maggini, Ascani e Chiarici) vi sono confluiti, in una sorta di “scissione”.
Brandoni presentando la lista l’ha definita “un gruppo formato da soggetti indipendenti e qualificati, soprattutto dalle idee chiare sul futuro, sugli strumenti da offrire ai giovani clienti e soci e sulle migliori iniziative su cui fondare e promuovere una proficua politica del credito”.
“Maggiore proiezione sul territorio sapendo intercettare nuove esigenze e bisogni” ha sottolineato il vicepresidente uscente Paolo Maggini, uno dei tre che non se l’è sentita di condividere ancora l’esperienza Pizzirusso.
“Una banca non di questo o quello ma di tutti” un altro punto programmatico sottolineato da Maggini.
Un concetto ripreso in un nota di presentazione delle candidature: “I futuri amministratori altro non potranno né dovranno essere se non un mero strumento di cui soci e clientela si avvarranno al fine di assicurare la migliore gestione ed i migliori risultati possibili nell’interesse esclusivo della banca”.
Un punto qualificante – ha spiegato Brandoni – sarà la netta separazione tra gestione bancaria e dinamiche politiche. La BCC è patrimonio di tutti soci e gestisce il risparmio delle famiglie e del territorio. Proprio per questo deve rimanere autonoma, indipendente e lontana da ogni logica politica, operando esclusivamente nell’interesse della comunità”.
“Viviamo una fase economica internazionale complessa – ha affermato Brandoni -, segnata da tensioni geopolitiche e da effetti rilevanti su energia, inflazione, ed economia reale. In questo contesto una banca del territorio come la BCC dovrà ulteriormente rafforzare la propria capacità di erogazione del credito accompagnando famiglie e imprese”.
Dopo il rilievo sulla mancata imparzialità del presidente uscente sulla questione deleghe, Brandoni intervine anche su come sono state compilate le liste.
“La nostra è una squadra già pronta e approvata senza riserve – il commento di Brandoni -. Mentre la lista Pizzirusso ha dovuto sostituire tre candidati su nove, bocciato da ICCREA. Un fatto che evidenzia quantomai una inziale differenza sostanziale in termini di solidità e affidabilità delle candidature”.
Ricordiamo i candidati a sostegno di Brandoni.
Per il Consiglio di Amministrazione Mirella Ascani, Gianluca Castagnari, Gabriele Chiarici, Poalo Maggini, Ilenia Montironi, Andrea Pecora, Oliviero Rotini, Laura Salvi.
Per il Collegio Sindacale: Giuseppe Rivetti, Lucia Carletta, Sergio Vincenzoni.
Martedì 7 aprile (ore 18, Teatrino IRCER) presentazione pubblica alla cittadinanza per riaffermare la volontà di una banca aperta al territorio.
