RECANATI – I truffatori l’avevano orchestrata bene e non avevano preso di mira una persona anziana o emotivamente fragile.
Nel mirino una docente, quindi persona formata ed informata, ma il marchingegno truffaldino messo in atto inizialmente l’aveva “convinta” ma non più di tanto.
E’ lei dal suo profilo FB a raccontare la vicenda e a invitare tutti a prestare sempre la massima attenzione.
Ecco la sua narrazione dell'azione truffaldina con tanto di "coinvolgimento" dei carabinieri di Macerata ....
Stamattina ho ricevuto una notifica, poi sparita, in cui si diceva che a breve sarebbero stati addebitati 1980 euro sulla mia carta di credito. Per informazioni, invitavano a chiamare un numero di cellulare. Panico, naturalmente: non mi risultava nulla. Chiamo. Mi risponde un sedicente servizio clienti Nexi, centro antifrode. Già lì qualcosa non torna: si presenta come “Simone”, mi chiede che cosa voglio, non sa chi sono, non sa da dove chiamo. Intanto provo anche a contattare la banca, ma arrivare a un operatore umano è un’impresa. Questo Simone mi dice di non preoccuparmi: ci sarebbero molte segnalazioni di tentativi di truffa nella mia zona e addirittura la mia filiale sarebbe sotto osservazione, in collegamento con i carabinieri. Poco dopo mi chiama infatti un presunto maresciallo dei carabinieri, che si presenta con nome e cognome e mi racconta una storia molto ben costruita: qualcuno dentro la filiale starebbe vendendo dati sensibili, io sarei una delle vittime, dovrei correre immediatamente in banca, tenere il telefono sempre aperto e comportarmi con indifferenza, mentre lui avrebbe ascoltato tutto per proteggermi. Nel frattempo mi mette fretta: “Sbrigati, sbrigati, stanno per stornarti un bonifico da 28.000 euro”. A quel punto cerco il numero da cui mi chiamava: corrispondeva davvero al centralino dei Carabinieri di Macerata. Ed è proprio questo il punto terribile: la truffa era fatta benissimo, credibilissima. Per fortuna, invece di fidarmi, ho abbassato la chiamata e ho chiamato io direttamente i Carabinieri di Macerata. Lì l’inganno è emerso subito: non esisteva nessun maresciallo con quel nome, e si trattava con ogni probabilità di una truffa. Sono andata immediatamente in banca. Abbiamo bloccato e annullato le carte, cambiato l’account dell’home banking, e tutto si è risolto bene. Nessuno mi ha sottratto denaro. Racconto questa storia per un motivo molto semplice: quando sono andata a fare denuncia ai Carabinieri di Recanati, che sono stati rapidi e gentilissimi, ho chiesto come ci si possa difendere da queste cose e quando verranno puniti i responsabili. La risposta, purtroppo, è stata amara. Però una cosa mi è stata detta: parlarne, diffondere questi episodi, mettere in guardia gli altri. Ed è quello che faccio. State attentissimi. Le truffe sono diventate incredibilmente credibili, ben organizzate, ben recitate. A me è andata bene perché tutto si è svolto in fretta e, per fortuna, mi sono mossa con prudenza. Ma tante persone, soprattutto se più fragili o meno protette, possono davvero essere ingannate e perdere molti soldi. Perciò condividete, avvisate genitori, amici, colleghi, vicini di casa. Non fidatevi di notifiche strane, numeri di cellulare, presunti operatori antifrode o finti carabinieri che vi tengono al telefono e vi mettono fretta. In caso di dubbio, chiudete la chiamata e richiamate voi direttamente banca o forze dell’ordine usando numeri ufficiali. A me è andata bene. Non a tutti va così.