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L’Italia e il mondo intero stanno affrontando l’emergenza Coronavirus che sta provocando una escalation di contagi e di decessi al momento difficile da contrastare.

Di fronte a questo scenario di urgenza sanitaria senza precedenti per il nostro Paese, il Governo ha intrapreso dei provvedimenti drastici che impongono fortissime limitazioni ai cittadini, di fatto obbligati a rimanere in casa se non per spostamenti assolutamente necessari.

calcio footballIn una situazione come quella che ha colpito gli italiani in questo momento, è stato evidente fin da subito che moltissimi eventi pubblici avrebbero dovuto essere annullati: fiere, concerti, manifestazioni, riunioni ed anche incontri sportivi.

Dopo l’emanazione del Decreto legge dell’8 marzo, l’intero sport italiano ha scelto via via di fermarsi in ottemperanza alle disposizioni in esso contenute.

La Serie D si è fermata subito

Per quanto riguarda il mondo del calcio, uno tra i primi campionati sportivi ad annunciare l’annullamento di tutte le manifestazioni fino al 3 aprile è stata la Serie D, dopo che già nel primo weekend di marzo aveva rinviato lo svolgimento della 27esima giornata.

La decisione è stata presa dal consiglio direttivo della Lega nazionale dilettanti (LND), il cui presidente, Cosimo Sibilia, ha dichiarato che «l'obiettivo primario è la tutela della salute di tutti coloro che sono impegnati nelle attività del campionato».

L’azione tempestiva dei organizzatori del campionato dilettanti di fronte all’emergenza Covid-19 è stata sicuramente una dimostrazione di responsabilità a tutela sia dei giocatori che dei tifosi. Una scelta a cui ha fatto immediatamente seguito anche la sospensione di tutte le partite anche della Serie B e della Serie C.

L’ultima ad annunciare lo stop è stata la Serie A

Ha fatto invece discutere l’atteggiamento attendista da parte della Lega di Serie A e il rinvio della sospensione del massimo campionato nazionale. La Serie A, infatti, ha inizialmente cornervalutato di spostare le partite nelle zone a rischio oppure di giocare gli incontri a porte chiuse.

Solo dopo l’entrata in vigore del Decreto Legge più restrittivo del 9 marzo, i dirigenti hanno dovuto cedere e dichiarare lo stop a tutte le partite fino al 3 aprile.

A riguardo, molte sono state le voci critiche e anche le polemiche all’interno del mondo del calcio. Da una parte i club che avevano paura che lo spostamento delle date potesse falsare il campionato, dall’altra chi riteneva che a prevalere avrebbe dovuto essere la sicurezza dei giocatori e in generale dei cittadini, di fronte al concreto rischio di contagio.

L’opinione degli esperti di Gambling.com/it va decisamente in questa direzione e analizza attentamente un sistema-calcio che ha fatto prevalere il proprio interesse economico rispetto alla salute di tutti, arrivando a definire «lo spettacolo offerto dalla Serie A nell’ultima settimana [...] la messa in scena più vomitevole mai vista in 120 anni di storia del calcio italiano.»
«E sì che il calcio italiano ne ha toccati di bassifondi,» ha continuato il giornalista Tancredi Palmeri «prima con l’abisso balordo del Calcioscommesse nell’80, e poi con quello manigoldo di Calciopoli nel 2006».

sericorDa notare che alcuni giocatori sono stati trovati positivi al Coronavirus, obbligando alla quarantena non solo i propri compagni, ma anche le squadre avversarie affrontate di recente. Certo, il campionato, oltre che uno sport, è anche un business milionario, ma di fronte alla morte di migliaia di persone per una epidemia come quella del Covid-19 non era il caso di mettere per una volta in secondo piano i soldi?

Un unico precedente nella storia del calcio

La sospensione di un campionato di Serie A è un evento avvenuto solo un’altra volta nella storia, ovvero nel 1915 con l’entrata in guerra dell’Italia nel primo conflitto mondiale. In quel caso la stagione si interruppe e non riprese più, creando un contenzioso sull’assegnazione del titolo, che fu dato a tavolino al Genoa, ma che tutt’oggi viene ancora rivendicato dalla Lazio.

Per il momento, le previsioni sono di ripartire il calendario concentrando tutte le partite nei mesi di aprile e maggio, in ogni caso prima dell’inizio di Euro 2020, che vedrebbe impegnati i giocatori con le rispettive nazionali.

Serie D: per la Recanatese una buona stagione
In questa fase di sospensione, per le squadre come per i tifosi non è chiaro se il campionato riprenderà e fino a quando andrà avanti.

Non essendoci impegni internazionali, la Serie D potrebbe proseguire fino a giugno inoltrato per recuperare le gare rimandate. curvastadio

Per la Recanatese, l’ultimo impegno ufficiale è stato il derby con il Tolentino, durante la nona giornata del campionato di ritorno del girone F. La sconfitta per 3 a 0 non compromette la buona stagione dei leopardiani, ma allontana la possibilità di una promozione diretta.

Con le attuali posizioni congelate, la Recanatese occupa un buon quarto posto in classifica con 48 punti, a sette punti dalla vetta (occupata dalla Matelica con 55 punti), ma ad una buona distanza dal quinto posto (occupata dal Pineto con 43 punti).

Per sapere come evolverà il campionato 2019/2020 non resta che attendere la decisione della Lega Nazionale Dilettanti, ovviamente in ottemperanza delle disposizioni del Governo sull’emergenza sanitaria che l’Italia e il mondo intero si trovano ad affrontare. In ogni caso, questa stagione è già nella storia.