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MACERATA -  Prenderà il via domenica 14 ottobre 2018 «Genitori nella rete tra regole e consapevolezza», ovvero il corso con esame di certificazione organizzato a Macerata dall’Osservatorio di Genere, la cooperativa Il Faro e mammemarchigiane.it, con il patrocinio del Comune e del Garante dei diritti di adulti e bambini (Ombudsman Marche). L’esame di certificazione è rilasciato da Aica (Associazione italiana per l'informatica ed il calcolo automatico), che si occupa ad esempio del rilascio delle certificazioni ECDL, e Pepita Onlus, una cooperativa sociale di Milano specializzata nel tema.

Il corso mira a formare genitori e famiglie principalmente sull’uso corretto delle applicazioni di messaggistica istantanea e social network, e su come riconoscere tempestivamente i segnali di bullismo e cyberbullismo.Giusti Alessandrini Santoni e Ricotta

Il corso durerà una giornata e prenderà il via alle ore 9 per terminare dopo l’esame di certificazione, alle ore 17. Verterà su diversi temi al centro della cronaca di oggi, come il cyberbullismo e le sue manifestazioni (il sexting usato a fine ricattatorio, le molestie, lo stalking online, l’hate speech), i fenomeni hikikomori e vamping, la corretta applicazione del parental control. A parlarne saranno proprio esperti del settore, che illustreranno e approfondiranno le varie tematiche.

«Nell’ultimo periodo, l’Osservatorio di Genere – spiega Claudia Santoni, presidente Odg – ha assunto come tema centrale della propria progettazione il bullismo e il cyberbullismo. Ci occupiamo infatti anche di Cyberincluding, un progetto contro il cyberbullismo cofinanziato dal programma Erasmus+ dell’Unione europea, grazie a cui stiamo lavorando con circa 300 ragazzi del territorio. Volevamo guardare però anche alla prevenzione del fenomeno, perché le varie forme di bullismo, il sexting riutilizzato a fini ricattatori, alcune chat che circolano in rete sono messaggi che veicolano la violenza, e potrebbero diventare modelli culturali di riferimento per le nuove generazioni».

«Da anni – aggiunge Silvia Alessandrini Calisti, founder di mammemarchigiane.it – grazie ai rapporti con gli altri genitori del territorio ho avuto modo di vedere il loro comportamento in rete, cosa pubblicano sui social. Da qui è nata l’esigenza di provare a suggerire agli stessi genitori come rendersi più competenti e consapevoli, perché spesso e volentieri si sentono esonerati o non sentono l’esigenza di educare i propri figli sul corretto utilizzo della rete. La tendenza comune è quella di essere orgogliosi che i figli ne sappiano più di noi adulti su come funziona uno smartphone o un tablet, cosa invece piuttosto pericolosa».

«La nostra cooperativa è presente in provincia da oltre 25 anni – spiega Elisa Giusti, in rappresentanza de Il Faro –, ed è importante che realtà come le nostre si occupino di corsi come questo, che aiutano gli stessi operatori ad essere più formati e competenti. C’è molta difficoltà a far capire che tutto quello che circola in rete tra foto e messaggi poi resta per sempre».

«Se dovessimo fare una proporzione – osserva l'assessore comunale Narciso Ricotta – tra chi oggi è in fila per comprare un nuovo smartphone e chi ha una reale alfabetizzazione di questi strumenti, noteremmo una sproporzione assurda. C’è difficoltà a trasmettere ai nostri figli un sistema e un metodo di utilizzo corretto di questi strumenti, si fa in maniera empirica e senza una formazione vera e propria».

«Lavorare con i genitori – conclude Ninfa Contigiani, presidente del Consiglio delle donne – significa lavorare indirettamente con le scuole. Il dato innovativo del corso è la sua operatività, non solo ragionata sul raccontare il fenomeno, ma finalizzata a dare strumenti tecnici e concreti».

Spesso infatti i più giovani rischiano di cadere in meccanismi pericolosi, che le famiglie non riescono a decifrare prima e affrontare poi. Per questo si rende necessaria la formazione di figure preparate non solo a insegnare ai ragazzi quali potrebbero essere i pericoli e le insidie della rete e come prevenirli, ma anche capaci di stabilire quando è in atto una minaccia da parte di coetanei e/o adulti e in grado di combatterla, sostenendo allo stesso tempo i minori coinvolti.

La quota di partecipazione è di 65 euro, la sede del corso è il Centro Orizzonte in via dei Velini 221. I partecipanti sono pregati di portare un proprio pc portatile o un tablet per sostenere l’esame di certificazione. I posti sono limitati, iscrizione e pagamento entro il 5 ottobre.

Per maggiori informazioni, chiamare i numeri 349.3726757 o 339.4406295, oppure inviare una e-mail a Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo..