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PETRIOLO - “Accusare la Regione dell’esclusione di Petriolo dall’area di crisi complessa del distretto pelli-calzature fermano-maceratese è quantomeno pretestuoso”.

Così l’assessore Angelo Sciapichetti rivolgendosi al sindaco di Petriolo, Domenico Luciani, che ha inviato una lettera dove chiede alla Giunta di attivarsi per estendere l’area al territorio dei Comuni esclusi. “Abbiamo raccolto delle lagnanze nei confronti della Regione da parte di alcuni Comuni non ricompresi nell’area – dice l’assessore - sulla questione va fatta chiarezza, al di là del fatto che per un comune non rientrare in un’area di crisi resta comunque un fatto benaugurante.

Non è la Regione – precisa l’assessore - che propone a proprio piacimento questo o quel Comune affinché venga inserito nell’area di crisi, esistono bensì dei rigorosi criteri posti dal Ministero per selezionare delle aree che abbiano caratteristiche tali da assurgere all’attenzione nazionale”.

Spiega Sciapichetti: “Anzitutto la mappatura avviene per Sistemi Locali del Lavoro (SLL) e non per singolo Comune. Nel caso in questione i SLL coinvolti sono quelli di Fermo, Montegiorgio, Montegranaro, Porto Sant’Elpidio e Civitanova Marche. L’altro criterio essenziale è che i SLL abbiano una specializzazione produttiva, nel nostro caso nel settore pelli-calzature, superiore alla media regionale (pari al 19,9%), cosa che ricorre fra quelli selezionati. Se un Comune non rientra in queste condizioni non sarà ammesso nell’area di crisi complessa, per decisione del Ministero e non della Regione. Le Marche hanno laboriosamente trattato due uniche eccezioni, quella del comune di Corridonia che ha un indicatore di specializzazione molto alto (39,9%) e del comune di Tolentino che ha un numero di imprese che supera la metà del totale (68 su 109). Sono pertanto i criteri su cui si basa il decreto del Ministero quelli che hanno consentito in definitiva ad alcuni Comuni di essere inseriti nell’area di crisi ed ad altri purtroppo no” conclude l’assessore.

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