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Nota della CGIL

ANCONA -  Il segretario della Fiom Cgil di Ancona, Tiziano Beldomenico, risponde alle provocazioni dell’ad di Fincantieri, Giuseppe Bono che, nei giorni scorsi, si era lamentato, nel corso di un’assemblea, del fatto che il suo gruppo avrebbe estrema necessità di assumere 5 o 6mila operai specializzati ma sostiene che non li trova poichè i giovani preferirebbero, a suo dire, consegnare le pizze.

“Anzitutto – dichiara Beldomenico -, Bono non chiarisce se questi operai verranno assunti direttamente da Fincantieri o da ditte in appalto: una situazione che cambia notevolmente le condizioni di lavoro. Più volte, la Fiom di Ancona ha denunciato agli organi competenti la situazione drammatica dei lavoratori in appalto che, non per guadagnare i 1600 euro promessi da Bono, ma 900 o al massimo 1100 euro, devono faticare dalle 10 alle 12 ore al giorno, spesso il sabato e la domenica, senza ferie, permessi, tredicesime e Tfr riconosciuti dal contratto nazionale”. Il tutto con “condizioni di caporalato per cui, per lavorare, devono restituire al caporale di turno somme di denaro del proprio stipendio. Si tratta di operai specializzati, da anni presenti in Fincantieri di Ancona, che non superano il secondo livello d’inquadramento: prima di fare certe dichiarazioni, dunque, l’ad di Fincantieri dovrebbe preoccuparsi di verificare queste situazioni che riguardano i suoi cantieri. E poi, chiedersi perché, come lui sostiene, non trova i lavoratori”.

Da ultimo, va sottolineato, prosegue Beldomenico, che “al manager va riconosciuto il merito di aver riempito di lavoro i cantieri del gruppo ma tutto questo senza prendere in considerazione le condizioni dei lavoratori in appalto e in subappalto, che contribuiscono alla realizzazione delle navi”. Per quanto riguarda Ancona, conclude il segretario Fiom, “una volta realizzati gli investimenti decisi, lo stabilimento avrà bisogno di almeno altri 1000 lavoratori specializzati: la Fiom non accetterà che questi ulteriori lavoratori vivano le stesse condizioni degli attuali 2500 degli appalti, che ogni giorno si recano al cantiere. Come Fiom, in ogni caso, siamo sempre disponibili a discutere per trovare soluzioni rispetto al grido di allarme dell’ad, Bono. I lavoratori, se non sfruttati, si trovano”.

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