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SENIGALLIA - “Denatalità, un’emergenza che interroga la politica” è il tema della 1° Conferenza regionale della Famiglia organizzata oggi alla Rotonda a Mare di Senigallia (9.30 – 18.30) grazie alla collaborazione della Regione Marche con il Forum delle Associazioni familiari, l’Anci e il Comune di Senigallia. Il dibattito ha preso spunto da uno studio su “La famiglia nelle Marche tra crisi e mutamenti” redatto dell’Università degli Studi di Urbino dal quale si evince che i nati vivi nelle Marche nel 2018 sono 10.171: 3.025 in meno rispetto al 2012 (-22,9%) e 4.316 in meno in confronto al 2008 (-29,8%).

"Il problema della denatalità - ha affermato il presidente della Regione Luca Ceriscioli - è un problema nazionale che nelle Marche è particolarmente acuto perché siamo una delle regioni dove si vive più a lungo e la popolazione è più anziana. Politiche a sostegno della natalità se ne fanno già tante, ma bisogna rafforzare ancora di più quegli strumenti che permettono alle persone di gestire al meglio la scelta di avere figli e crescerli. La Regione investe molto sia sulle famiglie che sui minori, ma serve anche una politica nazionale più forte, da tanti anni annunciata ma mai praticata, che dia un'attenzione particolare a chi decide di mettere al mondo dei bambini. La riflessione di oggi deve servire ad affinare idee, strumenti e percorsi perché il desiderio di tutti è che ogni individuo possa costruire il proprio progetto di vita senza essere costretto a fare diversamente per limiti esterni".

“Lo scopo di questa Conferenza - ha spiegato l’assessore alla Famiglia Loretta Bravi - è quello di una riflessione oggettiva e la più scientifica possibile sul tema della denatalità ripartendo IMG 3469da una azione culturale sulla vita e la nascita molto forte. Abbiamo radunato i vari stakeholders per vedere quali politiche siano necessarie per invertire questa tendenza. La prima sessione prevista per la mattina ha lavorato sull'analisi della denatalità nelle Marche. La seconda invece è un invito alle parti sociali, alle aziende, alle imprese del terzo settore, alle scuole, alle università e alle associazioni delle Famiglie a pensare insieme ad una politica non solo di sostegno alla famiglia, ma di rilancio con più servizi. La giunta su questo aspetto ha lavorato molto con circa 47 milioni di euro di investimenti (vedi slides e scheda tecnica, ndr) per i minori che escono dalle famiglie, per i voucher per i nido, a sostegno delle rette scolastiche, del trasporto scolastico dei minori disabili, della fascia dello 0-6, dell’aiuto pomeridiano per i compiti, dei Centri estivi, dei Centri per le famiglie. Abbiamo investito anche sul rifinanziamento gli oratori come luoghi di aggregazione e di crescita e abbiamo aderito alla piattaforma del Network Family del Trentino che prevede una progettazione innovativa e sinergica di ciò che serve negli ambiti territoriali. Ultimo provvedimento in ordine di tempo l’istituzione di corsi per la biofertilità richiesti dalla Consulta e a cui tengo molto. Credo che, nella cultura di morte che ci accompagna e nella famiglia residuale, anche molto osteggiata, sia importantissima un’educazione alla sessualità rivolta alle coppie e anche agli adolescenti. Ma le risorse e le azioni non sono mai abbastanza per quello che ritengo il bene maggiore per una comunità. Nonostante la sua attuale fragilità infatti, e superato il modello individualista svedese che ha mostrato tutti i suoi limiti, la famiglia rimane la locomotiva della società, una risorsa preziosa ed essenziale che non va “assistita” ma sostenuta, per la costruzione di un nuovo welfare”.

"Siamo davvero felici - ha detto il sindaco di Senigallia e presidente Anci Marche Maurizio Mangialardi - di ospitare questo convegno che pone questioni fondamentali per il futuro del nostro Paese. Oggi più che mai è urgente e indispensabile rimettere la famiglia al centro dell’agenda politica, in particolare quella nazionale, dove è chiara la necessità di interventi più incisivi volti anzitutto a sostenerne la promozione attraverso misure capaci di contrastare il fenomeno della denatalità. Ciò significa maggiori risorse, servizi più efficienti, ma anche una legislazione più attenta e sensibile, in grado di tutelare al meglio il benessere familiare a partire dalla conciliazione dei tempi di vita e di lavoro. Inoltre, sono convinto che riscoprire e promuovere il pieno valore sociale e culturale della famiglia quale centrale educativa significhi scegliere il migliore antidoto alla sempre più evidente disgregazione sociale, all’affermarsi del vuoto di valori e all’emergere di sentimenti egoistici e superficiali”.

“Parliamo di un tema che coinvolge tutti – ha commentato Paolo Perticaroli presidente del Forum delle associazioni familiari delle Marche -: oserei dire che è l’emergenza più importante che dobbiamo affrontare non a livello regionale, ma nazionale. Come Forum abbiamo voluto con forza insieme alla Consulta che venisse fatta questa Conferenza. La Regione ha fatto molto per la famiglia in questi anni, ma è fondamentale fare squadra con tutti i soggetti coinvolti per fare in modo che fra cinque anni si possa parlare di una inversione di tendenza. Servono riforme radicali e un scatto culturale a tutti i livelli che mettano le giovani coppie in condizione di avere figli”.

SCHEDA TECNICA POLTICHE SOCIALI PER FAMIGLIE E MINORI

Sono 46,7 i milioni di euro che la Regione Marche ha stanziato tra il 2015 e il 2019 per le politiche sociali a favore di famiglie e minori. Di questi:
- 2 milioni sono andati al sostegno alle famiglie e alle competenze genitoriali (centri per le famiglie, trasporti scolastici per minori disabili senza vincolo di reddito, servizi ricreativi extrascolastici per minori, centri estivi, “Scuola per genitori”, corsi per coppie adottanti)

- 4,1 milioni sono stati destinati a circa 5.600 famiglie di ogni tipo (comprese quelle monogenitoriali, numerose o senza figli) in condizioni di disagio economico

- 26,8 milioni sono stati trasferiti ai Comuni per le spese sostenute per minori temporaneamente allontanati dalle famiglie di origine in affidamento familiare (media annua 439) o in comunità (media annua 920)

- 13 milioni sono serviti per il pagamento delle rette di frequenza dei servizi educativi 0-36 mesi. 1.733 famiglie hanno infatti usufruito dei voucher per gli asili nido e con i contributi ai Comuni la Regione ha sostenuto i costi di gestione di 6.082 bambini che in media ogni anno frequentano i servizi pubblici e privati convenzionati.

- 625mila euro infine sono stati impiegati per interventi di affiancamento e di sostegno delle capacità genitoriali a 60 famiglie attraverso l’attivazione di assistenza educativa domiciliare, in raccordo con la scuola e attraverso il ricorso a famiglie di appoggio.

A tutto quanto è stato fatto si aggiungono poi due nuovi provvedimenti, fortemente voluti dalla Consulta per la Famiglia, che sono stati condivisi e approvati ieri dalla giunta e saranno finanziati con il Fnps nel corso del 2020. Si tratta di:

NETWORK FAMILY
Il Network Family nasce nel 2017 dall’esperienza della Provincia Autonoma di Trento, da tempo impegnata nella promozione di politiche familiari innovative, che trovano nella coesione sociale territoriale il proprio motore di sviluppo unitamente alla regia di tre attori principali: l'Agenzia per la famiglia della Provincia autonoma di Trento, il Comune di Alghero e l'Associazione nazionale famiglie numerose.
Il Network Family rappresenta un laboratorio sulle politiche familiari, finalizzato alla sperimentazione di nuovi modelli gestionali, sistemi tariffari, sviluppo di buone pratiche di politiche con le famiglie, di azioni di mutuo aiuto familiare, di percorsi di collaborazione, solidarietà e sostegno reciproco tra le famiglie in un rapporto di co-progettazione tra le famiglie stesse e le istituzioni locali, sostenendo in via prioritaria il coinvolgimento dell'associazionismo familiare locale in una logica di sussidiarietà orizzontale.
Pertanto l'adesione al Network da parte della Regione Marche ne comporta l’ingresso in un proficuo sistema nazionale di buone prassi ed innovazioni utile alla programmazione di politiche familiari sempre più attive ed efficienti.

CORSI PER OPERATORI DI BIOFERTILITA’
La Consulta Regionale per la Famiglia, ha espresso un forte interesse per l’avvio sul territorio di corsi tenuti da “operatori di biofertilità”, prospettando altresì l’ipotesi che tali corsi potessero svolgersi all’interno dei Centri per la Famiglia.
L’operatore di biofertilità potrà intervenire in ambito familiare, sociale e parasanitario nell’educazione a singoli e coppie e nella promozione della fertilità naturale oltre che nella prevenzione dei fattori di rischio legati alla gravidanza. Inoltre l’operatore svolge la funzione di educatore dopo la nascita a sostegno dei genitori nel ruolo di aiutare i figli ad affrontare la loro maturità sessuale.
I corsi, che si rivolgeranno a coppie o ad altri soggetti interessati, dovranno vertere sulla regolazione naturale della fertilità avente la duplice finalità sia di facilitare il concepimento sia di procrastinarlo o evitarlo e sulla promozione del dialogo genitori-figli nella delicata fase dello sviluppo puberale (albi degli animatori e delle animatrici dei corsi padre-figlio e mamma-figlia).