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SERRAPETRONA - Si chiude domenica 2 agosto, a Serrapetrona, l'8° Festival d'Estate a Palazzo Claudi. L'ultimo dei tre concerti dedicati ai 250 anni della nascita di Ludwig van Beethoven prevede l’esecuzione di un duo e un quartetto d’archi, con Leonardo Cella e Michele Torresetti al violino, Matteo Torresetti alla viola e Chiara Burattini al violoncello. Inizio ore 21.15, ingresso gratuito.

Ospite della serata sarà il poeta Davide Rondoni, che da anni collabora con la Fondazione Claudi come direttore dell'Atelier delle arti e presidente della commissione giudicatrice del Premio di poesia “Le stanze del tempo” lanciato otto anni fa in memoria di Claudio Claudi.

A causa del coronavirus, la consueta cerimonia di premiazione del vincitore del concorso è stata posticipata e, dunque, non si terrà a Palazzo Claudi come nelle precedenti edizioni. Però Davide Rondoni non è voluto mancare all'appuntamento estivo con Serrapetrona e, introdotto dal professor Massimo Ciambotti, presidente della Fondazione, parlerà dei progetti messi in campo per l'Atelier e per “Le stanze del tempo”.Michele Torresetti

Ma veniamo al concerto di chiusura. Tre le opere di Beethoven in programma. La prima ci ricorda che in gioventù il grande compositore, come tutti i pianisti tedeschi, era stato influenzato da Carl Philipp Emanuel Bach, da cui è iniziata la moda dei Rondò, motivo per cui ne compose alcuni (come quello che viene proposto).

Poi l'umorismo. E' un aspetto spesso sottovalutato della personalità di Beethoven, a volte portava strani frutti musicali. Uno di questi è il secondo brano della serata, il “duetto con due occhiali obbligatori”, che è stato trovato sotto questo titolo solo in un quaderno di schizzi del maestro alla fine del XIX secolo.

Chi fosse il portatore di occhiali viennese per il quale Beethoven ha disegnato questo duo è rimasto sconosciuto. L’ultima opera della terza serata è un quartetto d’archi (op. 18 n. 2) e non è un caso che quello del quartetto fosse l’ultimo grande genere strumentale affrontato dal compositore che si era affermato nella Vienna di fine secolo come il più autentico erede di Mozart e Haydn. La tonalità di sol maggiore, propria del Secondo Quartetto della raccolta, è spesso impiegata da Beethoven per situazioni scherzose e di capriccioso umorismo

. “Con questo ultimo appuntamento – spiega il direttore artistico del Festival, Michele Torresetti – c’è il desiderio di mostrare la tenerezza, l’umorismo e l’amorevolezza che lui aveva e che dalle sue note traspare”.

Durante la serate il Palazzo Claudi è aperto al pubblico; si possono vedere alcune opere esposte di Anna Claudi e visitare la mostra dedicata al fondatore Vittorio Claudi.

Il concerto si tiene nel rispetto dei protocolli di sicurezza Covid-19 (distanziamento delle sedute e l’obbligo per il pubblico di dotarsi di mascherine).